Nel 2024, la qualità dell’aria a Bergamo ha raggiunto livelli critici, con 40 giorni di superamento del limite di Pm10registrati dalla centralina di via Garibaldi. Questo valore, il peggiore degli ultimi quattro anni, supera la soglia massima di 35 giorni fissata dalla normativa europea. Per trovare un dato peggiore bisogna tornare al 2020, quando i giorni di sforamento furono 46.
Polveri sottili fuori controllo
La centralina di via Garibaldi, notoriamente la più critica in città, ha oltrepassato il limite già a novembre, con ulteriori sforamenti registrati a dicembre. Nel frattempo, la centralina di via Meucci si è fermata a 29 giorni di sforamento, sotto la soglia europea. Nonostante l’aumento dei giorni critici, il valore medio annuale di Pm10 è rimasto relativamente stabile, con un incremento dello 0,9% rispetto al 2023, secondo il report di Legambiente Lombardia basato sui dati Arpa.
Azioni in corso e sfide future
L’assessore all’Ambiente, Oriana Ruzzini, ha evidenziato gli sforzi dell’amministrazione per migliorare la qualità dell’aria. Tra le principali iniziative figurano l’estensione della rete di teleriscaldamento, l’installazione di nuove colonnine di ricarica per veicoli elettrici e il potenziamento del trasporto pubblico locale. Inoltre, si punta a interventi mirati sugli edifici, una delle principali fonti di emissioni, e su una maggiore sensibilizzazione riguardo a comportamenti virtuosi, come il rispetto dell’ordinanza che impone la chiusura delle porte dei negozi durante l’uso di sistemi di riscaldamento o raffrescamento.
Impatto degli eventi e ruolo delle amministrazioni
Eventi come i festeggiamenti di Capodanno hanno avuto un impatto negativo sulla qualità dell’aria, con un netto aumento del Pm10 causato dai botti e dai fuochi d’artificio. Legambiente ha sottolineato la necessità di una regia territoriale più incisiva, evidenziando come la Pianura Padana rimanga una delle aree più inquinate d’Europa a causa della mancanza di investimenti strutturali e strategie efficaci in settori chiave come la mobilità e l’agricoltura.
Una questione di scala regionale
Il Piano regionale degli interventi per la qualità dell’aria (Pria), attualmente atteso, rappresenta una speranza per affrontare il problema in modo sistemico. Secondo Legambiente, solo una visione coordinata tra città e regioni può portare a una riduzione significativa dell’inquinamento atmosferico, migliorando la qualità della vita per i cittadini.
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