Predore, incendio devasta 3mila metri di bosco

Rogo in località Cimacarda: vigili del fuoco, forestali e volontari impegnati fino a notte per domare le fiamme

Un incendio boschivo ha interessato circa 3mila metri quadrati di terreno a Predore, in località Cimacarda, nel pomeriggio di sabato 4 gennaio. L’allarme è scattato intorno alle 17, mobilitando un vasto dispiegamento di forze per contenere il rogo che, complici vento e terreno impervio, ha richiesto interventi fino a tarda notte.

Squadre in azione sul campo

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Lovere, affiancati dai forestali, dai volontari della Protezione Civile di Predore, dal servizio antincendio boschivo dell’Ana di Tavernola e di Orobie Soccorso, oltre alle squadre della Comunità Montana.

Le operazioni di spegnimento, rese difficili dal vento e dalla morfologia del terreno, sembravano concludersi intorno alle 20, quando il rogo era stato circoscritto. Tuttavia, le fiamme hanno ripreso vigore, richiedendo ulteriori interventi per mettere in sicurezza l’area e impedire la propagazione dell’incendio.

Il ruolo del meteo

Il forte vento registrato nella giornata precedente, venerdì 3 gennaio, ha contribuito a creare condizioni favorevoli per lo sviluppo del rogo. Le stazioni del Centro Meteo Lombardo hanno segnalato velocità significative in alta quota, con il picco di 74 km/h al rifugio Curò. Nonostante questi dati siano inferiori ai 145 km/h registrati alla vigilia di Natale, il vento ha comunque ostacolato le operazioni.

Venerdì 3 gennaio sono stati segnalati venti fino a 44 km/h a Capanna 2000 (Oltre il Colle), 35 al Passo San Marco e Monte Misma, e 27 al rifugio Vodala a Spiazzi. In zone più basse, i valori sono risultati più contenuti, tra 10 e 20 km/h, ma sufficienti a complicare gli interventi sul fronte del fuoco.

Danni in quota e sicurezza ambientale

Gli effetti del vento si sono manifestati anche nei giorni precedenti. In particolare, alla baita di Sasna, nel territorio di Valbondione, le raffiche natalizie avevano divelto lamiere e assi del tetto, trasportandole a centinaia di metri di distanza.

Redazione

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