La Procura di Bergamo ha richiesto il giudizio immediato per Moussa Sangare, il 30enne accusato di aver accoltellato Sharon Verzeni lo scorso luglio a Terno d’Isola. L’uomo, originario di Suisio, è imputato di omicidio pluriaggravato, con l’aggiunta dell’aggravante della minorata difesa, determinata dalle circostanze della tragedia: l’ora notturna, il luogo isolato e il fatto che la vittima stesse ascoltando musica con le cuffiette, rendendola più vulnerabile a un’aggressione improvvisa. Il pubblico ministero Emanuele Marchisio, che ha diretto le indagini, inoltrerà presto l’istanza al giudice per le indagini preliminari (GIP).
Le indagini e la confessione del colpevole
Moussa Sangare è stato identificato grazie al contributo di due testimoni di origine marocchina. I due avevano incrociato l’uomo in bicicletta nei pressi del cimitero di Chignolo poco prima del delitto, come confermato dalle registrazioni delle telecamere di sorveglianza. L’aggressione, avvenuta nella notte del 30 luglio, ha sconvolto la comunità locale, lasciando emergere un quadro di premeditazione e violenza inaspettata.
L’arresto di Sangare, avvenuto a fine agosto, ha permesso di ricostruire ulteriormente i dettagli del caso. Dopo il fermo, l’uomo, nato a Milano nel 1994 da una famiglia di origine maliana, ha ammesso il delitto. Nella sua abitazione è stata trovata una sagoma utilizzata per esercitarsi nel lancio dei coltelli, elemento che ha rafforzato l’ipotesi di premeditazione avanzata dagli inquirenti.
Un passato di violenza domestica
L’indagato non era nuovo a episodi di violenza: in passato era stato denunciato per maltrattamenti nei confronti della madre e della sorella. Questi episodi avevano portato alla rottura dei rapporti familiari e al suo trasferimento in un’abitazione occupata, dove viveva in condizioni precarie. Il quadro personale di Sangare, unito alla violenza gratuita dell’omicidio, ha spinto la Procura a richiedere un processo rapido e incisivo.
Le contestazioni della Procura
Tra le aggravanti più rilevanti spiccano i futili motivi e la premeditazione, in aggiunta alla minorata difesa. L’uso delle cuffiette da parte della vittima, che ascoltava musica al momento dell’aggressione, ha reso impossibile per Sharon accorgersi dell’arrivo del suo assassino, sottolineando la dinamica vigliacca dell’attacco. La vittima, una barista trentenne molto conosciuta e amata nella comunità, è stata colpita alle spalle in un momento in cui era completamente indifesa.
Prossimi sviluppi giudiziari
L’istanza di giudizio immediato rappresenta un passo decisivo verso il processo. Se accolta, il caso potrebbe entrare rapidamente nella fase dibattimentale, accorciando i tempi di giustizia.
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