Missionaria bergamasca salvata in Benin da un tentativo di rapimento

Gli 007 italiani hanno messo in salvo Ornella Carrara, suora laica di 81 anni, minacciata da un gruppo di terroristi nel nord del Paese.

Un’operazione delicata e tempestiva ha permesso di salvare Ornella Carrara, suora laica missionaria di 81 anni, originaria di Fiobbio di Albino, in provincia di Bergamo. La donna, medico e attiva in Africa da oltre 40 anni, si trovava nel nord del Benin, dove dal 2007 lavora alla costruzione di un ospedale per mamme e bambini nel villaggio di Goumori, una zona al confine con Burkina Faso e Niger, particolarmente esposta a rischi di infiltrazioni terroristiche.

Secondo quanto riportato, il tentativo di rapimento è stato sventato grazie all’intervento degli 007 italiani, che hanno agito su segnalazione della Farnesina, mettendo in sicurezza la missionaria e trasferendola in una località protetta nei pressi della capitale del Paese.

L’allarme e l’operazione di salvataggio

Il fratello di Ornella, Roberto Carrara, ha raccontato a L’Eco di Bergamo i concitati momenti che hanno preceduto il salvataggio: “Era stata avvisata dalla Farnesina a metà della scorsa settimana, ma all’inizio pensava fosse uno scherzo. Poi, venerdì, un convoglio dei servizi segreti italiani è arrivato per portarla in salvo”. La missionaria, che dedica la sua vita alla cura delle popolazioni locali attraverso l’associazione bresciana “Piccolo Cedriac Onlus”, nonostante il rischio corso, ha dichiarato con determinazione: “Amo l’Africa, amo i suoi bambini e nessuno mi fermerà”. Un segno della sua dedizione alla causa umanitaria che l’ha portata a operare per decenni in uno dei contesti più difficili del continente africano.

Un lavoro prezioso in una zona ad alto rischio

Goumori si trova in una regione fragile, segnata dalla presenza di gruppi terroristici attivi nelle aree confinanti di Burkina Faso e Niger. L’ospedale su cui Ornella Carrara sta lavorando è un progetto fondamentale per le comunità locali, offrendo assistenza sanitaria in un’area dove l’accesso alle cure è estremamente limitato.

Nonostante l’evacuazione, la missionaria non ha manifestato alcuna intenzione di abbandonare la sua opera, mostrando una resilienza straordinaria. Nel frattempo, la famiglia in Italia, come confermato dal fratello Roberto, attende con ansia il suo ritorno in patria, pur rispettando la sua vocazione.

Redazione

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