Accessibilità, pari opportunità e senso istituzionale. Sono questi i pilastri della proposta di modifica al Regolamento del Consiglio comunale di Bergamo, presentata ufficialmente dal Partito Democratico e già condivisa con gli altri gruppi di maggioranza. L’obiettivo è introdurre la possibilità di partecipare alle sedute da remoto, ma solo in casi specifici e circoscritti, senza snaturare il valore del confronto in presenza.
La misura, destinata a tutelare consiglieri e consigliere in situazioni di fragilità o temporanea impossibilità fisica, arriva in Aula con un consenso ampio e trasversale, estendendosi anche a rappresentanti del centrodestra. La proposta include la partecipazione da remoto per le consigliere dal settimo mese di gravidanza fino al primo anno di vita del figlio, e per i consiglieri nei termini previsti per congedo di paternità e parentale, includendo anche genitori adottivi e affidatari.
Ulteriore apertura è prevista in caso di malattia certificata di figli minori di 12 anni (una volta al mese), gravi disabilità, patologie invalidanti, trattamenti sanitari particolari o la necessità di assistere congiunti disabili. Esclusa, invece, la partecipazione da remoto per motivi di lavoro, per evitare, come spiegato dalla capogruppo Pd Francesca Riccardi, che si trasformi in una “scelta di comodità”.
«La democrazia dev’essere accessibile a tutti, anche in condizioni difficili — ha affermato Riccardi al Corriere Bergamo— ma l’Aula deve rimanere centrale. La partecipazione da remoto deve essere l’eccezione, non la regola».
Secondo Alessandro De Bernardis, consigliere Pd e segretario cittadino, la proposta rappresenta «un atto coerente con i nostri valori: promuovere pari opportunità e valorizzare il ruolo delle istituzioni». Anche Loredana Poli (Lista Gori) ha evidenziato l’equilibrio tra apertura e rigore: «Abbiamo selezionato criteri chiari per non svuotare il significato del confronto in presenza».
Dal centrodestra, segnali di apertura immediati: la proposta è stata sottoscritta da Ida Tentorio (FdI), Giulia Ceci (FI), Alessandro Carrara (Lega) e Andrea Pezzotta (Lista Pezzotta). Tentorio ha dichiarato: «Condivido l’idea che il lavoro debba essere in presenza, ma in casi eccezionali la possibilità di collegarsi da remoto è un gesto di civiltà».
La proposta bergamasca arriva dopo il caso di Treviglio, dove una misura simile avanzata dal Pd era stata respinta dalla maggioranza. A far discutere, in particolare, furono le parole dell’ex capogruppo di Fratelli d’Italia, Silvia Colombo, che aveva affermato che “se sei incinta puoi anche dimetterti”. A Bergamo, invece, l’approccio si è rivelato costruttivo e collaborativo.
Enrico Facchetti (Lista Carnevali) ha parlato di «tutela di un principio basilare della democrazia: ogni consigliere è espressione diretta del voto popolare e deve essere messo nelle condizioni di esercitare al meglio il proprio mandato».
Il centrosinistra auspica ora che la proposta venga approvata all’unanimità e possa diventare modello per altri Comuni italiani, promuovendo una visione del fare politica più inclusiva e moderna.
Seguici su
Aggiungi bergamotomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.