L’autopsia sul corpo di Riccardo Claris, 26enne ucciso nella notte tra sabato 3 e domenica 4 maggio a Bergamo, è stata conclusa nella mattinata di mercoledì 7 maggio presso l’ospedale Papa Giovanni. L’esame autoptico sarà cruciale per verificare le dichiarazioni di Jacopo De Simone, 18 anni, arrestato per l’omicidio e ascoltato martedì dal gip.
Funerali fissati per venerdì 9 maggio
I funerali di Riccardo Claris si terranno venerdì 9 maggio nella Parrocchia di Borgo Santa Caterina, quartiere in cui risiedeva la vittima. L’orario della cerimonia non è stato ancora comunicato ufficialmente.
Le versioni contrastanti sull’aggressione
Durante l’interrogatorio, De Simone ha fornito una versione che sfiora la legittima difesa. Il giovane ha dichiarato di aver sferrato il fendente alla schiena di Claris in un momento di paura, convinto che il gruppo rivale stesse minacciando lui e i suoi familiari. La sua versione dei fatti descrive un clima di tensione nato all’interno del Reef Cafè, locale frequentato da sostenitori atalantini, dove De Simone avrebbe intonato a bassa voce uno slogan offensivo contro Bergamo, scatenando la reazione del gruppo di Claris.
Testimoni vicini alla vittima, però, negano di aver udito cori o provocazioni e sostengono che Claris stesse cercando di allontanarsi quando è stato colpito alla schiena.
La dinamica dell’aggressione
Secondo il racconto di De Simone, il suo gruppo avrebbe lasciato il locale per tornare a casa, ma sarebbe stato seguito da alcuni ragazzi della compagnia di Claris, i quali volevano chiarire l’accaduto. Una volta giunto sotto casa, De Simone ha preso un coltello da cucina e lo ha utilizzato contro Claris, affermando di averlo fatto per difendere se stesso e i suoi familiari.
La madre di De Simone era scesa in strada nel tentativo di calmare gli animi, ma la situazione è rapidamente degenerata. Il fendente è stato sferrato con tale violenza che il coltello si è spezzato, hanno evidenziato gli inquirenti.
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