Lobati: “Sì alla transizione ecologica, ma non sulle spalle delle famiglie lombarde”

Il consigliere regionale critica lo stop ai diesel Euro 5: “L’Europa usi buon senso”. Intanto, da ottobre oltre un milione di auto fuori dai centri urbani

Dal 1° ottobre il blocco Euro 5 diesel in Lombardia

Con l’entrata in vigore del decreto legge 12 settembre 2023, n.121, da ottobre 2025 le auto diesel Euro 5 non potranno più circolare nei comuni con più di 30 mila abitanti in Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna. La limitazione sarà in vigore nei giorni feriali, dalle 8:30 alle 18:30, fino al 15 aprile 2026. Riprenderà, poi, dopo la pausa estiva, a partire da settembre dello stesso anno, con ulteriori dettagli ancora da definire.

Quali auto saranno coinvolte dal blocco

Il provvedimento interessa tutti i veicoli diesel Euro 5 immatricolati tra il 2011 e il 2015. In Lombardia si stima che circa 484 mila auto saranno interessate dalla misura, mentre in Veneto il numero sfiora le 340 mila unità. Il blocco nasce come risposta all’elevato tasso di inquinamento atmosferico nella Pianura Padana, con l’obiettivo di ridurre le emissioni di CO₂ e polveri sottili.

Lobati: “Non si possono penalizzare i cittadini”

Jonathan Lobati, consigliere regionale di Forza Italia e presidente della V Commissione Territorio, infrastrutture e mobilità, ha espresso un giudizio critico sul provvedimento, pur ribadendo l’importanza della transizione ecologica.

“È importante evidenziare come moltissime auto Euro 5 siano mezzi immatricolati nel 2015. Quindi mezzi che, ad oggi, non hanno raggiunto nemmeno dieci anni di vita, sono ancora assolutamente efficienti e posseggono tanti cittadini lombardi, cittadini che non possono permettersi di cambiare auto. È giusto che l’Europa guidi la transizione ecologica, ma con attenzione e buon senso, non andando a gravare sulle famiglie lombarde. Come Gruppo di Forza Italia siamo contrari al blocco delle auto diesel Euro 5”.

Il dispositivo Move-In: una soluzione temporanea

Per venire incontro agli automobilisti impossibilitati a sostituire il proprio veicolo, le Regioni offrono l’alternativa Move-In (Monitoraggio dei Veicoli Inquinanti), che consente di circolare monitorando i chilometri percorsi annualmente, invece di limitare l’uso in base a giorni e orari. Una misura utile, ma che non elimina del tutto il disagio per chi usa l’auto quotidianamente.

Salvini: “Follia Green Deal, pronto emendamento”

Sulla questione è intervenuto anche il Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, fortemente contrario al blocco imposto dall’Unione Europea.

«Siamo al lavoro per annullare il blocco delle auto con motore Euro 5 diesel. È una delle follie della Commissione von der Leyen, che ha approvato quella fesseria economico-industriale che si chiama Green Deal», ha dichiarato Salvini.
«I cittadini il prossimo anno non potranno più usare milioni di veicoli, questi sono i problemi veri. Il consumatore non vuole l’elettrico. Al momento a decidere deve essere il mercato».

L’esecutivo, infatti, sta valutando un emendamento volto a ridurre l’impatto sociale del provvedimento, evitando penalizzazioni eccessive per lavoratori e famiglie.

La sfida: conciliare ecologia e giustizia sociale

La questione mette in luce la necessità di una transizione ecologica giusta, capace di bilanciare la tutela ambientale con le reali possibilità economiche dei cittadini. L’obiettivo di ridurre le emissioni è condiviso, ma va raggiunto senza sacrificare l’equità sociale, come sottolineato da Jonathan Lobati e sostenuto anche da ampi settori del Governo.

Se il blocco dovesse essere confermato nei termini attuali, l’autunno 2025 si aprirà con pesanti ricadute sulla mobilità urbana. Resta da vedere se le pressioni politiche e sociali riusciranno a rimodulare una norma destinata a cambiare la quotidianità di milioni di italiani.

Redazione

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