Sono 11.404 gli studenti bergamaschi impegnati in questi giorni nell’esame di terza media, prova conclusiva del primo ciclo di istruzione. Si tratta di un vero banco di prova, non solo accademico, ma anche emotivo, per i ragazzi che affrontano il primo grande esame della loro carriera scolastica. Di questi, 10.178 frequentano le scuole statali, mentre 1.226 sono iscritti a istituti paritari. Un numero in lieve calo rispetto all’anno precedente, in linea con il trend demografico provinciale.
Le tracce proposte spaziano dalla letteratura alla scienza, con analisi di testi di autori come Leopardi e Pirandello, ma anche riflessioni sull’Intelligenza Artificiale, il cambiamento climatico e la violenza di genere. Non sono mancate prove di matematica incentrate sul teorema di Pitagora e sulle funzioni, oltre agli esercizi di lingua straniera che hanno previsto comprensione di testi e risposte aperte.
Le prove si svolgeranno fino al 30 giugno, con modalità diverse da istituto a istituto. Il Ministero dell’Istruzione ha infatti lasciato libertà organizzativa ai singoli comprensivi, purché vengano rispettati i termini stabiliti.
Un rito di passaggio
I dirigenti scolastici delle scuole bergamasche sottolineano con forza il valore simbolico dell’esame, definendolo un “rito di passaggio” che segna il confine tra infanzia e adolescenza. Andrea Pioselli, preside dell’Istituto Mazzi, evidenzia come l’emozione e la tensione vissute in questi giorni aiutino a crescere, stimolando senso di responsabilità e impegno.
Dello stesso parere Barbara Mazzoleni, dirigente dell’IC Camozzi: «È la prima vera sfida affrontata dagli studenti in un contesto meno protetto, un’occasione importante per valorizzare il proprio percorso personale e scolastico». Maddalena Dasdia, dell’IC De Amicis, ribadisce a L’Eco di Bergamo che l’esame è «una palestra per il futuro, dove contano conoscenze, ma anche consapevolezza e capacità di affrontare le sfide».
Prove anche negli istituti paritari
Grande partecipazione anche nelle cinque scuole dell’Opera Sant’Alessandro, dove oltre 200 studenti di nove sezioni stanno sostenendo l’esame. Dall’Istituto Maria Consolatrice di Cepino alla Scuola Capitanio di Bergamo, passando per il Collegio Vescovile, i ragazzi vivono con emozione questa tappa cruciale. Raffaella Carissimi, dirigente dell’Istituto Bambino Gesù, sottolinea come «l’esame metta in luce non solo le conoscenze acquisite, ma anche le competenze trasversali e la capacità di gestire lo stress in autonomia».
A incoraggiare gli studenti anche le parole del rettore dell’Opera Sant’Alessandro, don Emanuele Poletti: «Il nostro motto “Qui si diventa grandi” vuole essere un augurio autentico per una crescita che non è solo scolastica, ma anche personale e umana».
Un’occasione di crescita, tra tecnologia e valori
Tra oralità, scrittura e ragionamento logico, l’esame di terza media nella Bergamasca si conferma una prova completa, che abbraccia linguaggi classici come quello letterario e matematico, ma che non dimentica i temi di attualità, come robotica, IA e cambiamenti sociali. Un’educazione che vuole essere formativa nel senso più ampio, preparazione alla vita prima ancora che alle superiori.
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