Auto sempre più vecchie in Bergamasca: età media 12 anni, pesa il caro-vita

Il parco auto si fa datato: aumentano i costi, mancano alternative di mobilità e le famiglie rinviano l’acquisto. ACI: «Servizi pubblici inadeguati, servono soluzioni moderne»

auto

In provincia di Bergamo l’età media delle automobili ha raggiunto i 12 anni, con un incremento del 2,2% rispetto al 2023. Il dato emerge da un’analisi di Facile.it, portale di confronto per servizi assicurativi, e riflette le difficoltà economiche delle famiglie, alle prese con un costo della vita crescente e retribuzioni stagnanti, come conferma l’Automobile Club Bergamo.

«Non c’è da sorprendersi – dice Valerio Bettoni, presidente dell’ACI provinciale a  L’Eco di Bergamo – considerando l’aumento generalizzato dei prezzi e la difficoltà quotidiana di molte persone nel far quadrare i conti. Il problema non è solo l’auto vecchia, ma l’impossibilità di sostituirla». Il fenomeno è diffuso soprattutto nei territori extraurbani, dove la mobilità pubblica è carente e molti lavoratori non possono fare a meno del mezzo privato.

Il nodo della mobilità pubblica

In un contesto in cui il trasporto pubblico non riesce a coprire adeguatamente le aree periferiche, il peso dell’automobile sul bilancio familiare diventa insostenibile. «Chi vive nelle valli o nella Bassa bergamasca ha pochissime corse disponibili – sottolinea Bettoni – e spesso gli orari non coincidono con quelli lavorativi. In queste zone la macchina è una necessità, non una scelta». Le problematiche sono state più volte segnalate dalla Commissione Mobilità dell’ACI, guidata dall’architetto Felice Sonzogni, che ha evidenziato la necessità di una riorganizzazione dei servizi secondo i bisogni attuali.

Caro-auto e bilanci familiari

Alla difficoltà di spostarsi senza un veicolo proprio si aggiunge il problema dell’acquisto. Il prezzo medio delle auto nuove è cresciuto in modo significativo negli ultimi anni, mentre l’inflazione ha ridotto il potere d’acquisto. La combinazione tra aumento dei costi, inflazione e scarse alternative rende quasi inevitabile il prolungamento della vita utile del veicolo già in possesso. «Chi ha oggi il coraggio di affrontare una spesa da migliaia di euro per un’auto nuova?», si chiede retoricamente l’ACI, che evidenzia un blocco del ricambio generazionale del parco auto, con conseguenze anche in termini di sicurezza e impatto ambientale.

Una mobilità ferma nel tempo

Il tema, dunque, non riguarda solo l’automobile, ma il modello di mobilità complessivo, che appare inadeguato rispetto alle esigenze della popolazione. Il trasporto pubblico, spesso inefficiente e sottodimensionato, non rappresenta un’alternativa reale in molte zone della provincia. L’effetto è un uso forzato dell’auto privata, anche quando non più in perfette condizioni, con costi crescenti di carburante, manutenzione e parcheggio.

Redazione

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