La nuova linea tramviaria T2 Bergamo–Villa d’Almè, in arrivo nel 2026, è destinata a trasformare la mobilità nel quadrante nord-ovest della provincia. Ma per alcuni Comuni della Valle Imagna, c’è il rischio concreto di rimanere ai margini se non si pianifica per tempo un sistema di collegamenti di adduzione efficiente.
È l’appello lanciato dall’amministrazione comunale di Almenno San Bartolomeo, che chiede all’Agenzia per il Trasporto Pubblico della Provincia di Bergamo di prevedere bus-navette in grado di collegare i territori della Valle Imagna e dell’Alta Isola ai capolinea della T2 e del futuro tram-treno Ponte San Pietro–Bergamo. L’obiettivo è garantire un accesso agevole e integrato alla nuova rete di trasporto pubblico, soprattutto per studenti e pendolari.
Il sindaco Frigeni: “Sfruttare al massimo il potenziale della T2”
“La T2 sarà un’infrastruttura strategica – sottolinea il sindaco di Almenno San Bartolomeo, Alessandro Frigeni, a Lavocedellevalli – ma per portare benefici reali al nostro territorio occorre accompagnarla con un sistema di trasporto pubblico secondario capillare ed efficiente.” In altre parole, senza navette frequenti e coordinate, il rischio è che molte persone non possano sfruttare appieno il servizio.
Frigeni richiama anche l’importanza del tram-treno Bergamo–Ponte San Pietro, il cui sviluppo è legato al recupero del sedime ferroviario ora in corso: “Due opere che, insieme, possono servire un bacino di circa 200mila abitanti, ridisegnando la mobilità tra Valle Imagna, Isola, Brembana e hinterland cittadino”.
L’assessora Castelli: “Serve un biglietto unico gomma-ferro”
A rafforzare la richiesta arriva anche la voce dell’assessora ai Trasporti, Sabrina Castelli, che propone l’introduzione di un biglietto unico integrato tra bus e tram, accompagnato da corse coordinate e fermate facilmente accessibili. Una soluzione che semplificherebbe l’esperienza di viaggio e ridurrebbe i costi, incentivando l’uso del trasporto pubblico.
“La sfida – spiega – è costruire una mobilità fluida, dove cambiare mezzo non sia un ostacolo, ma parte di un percorso continuo ed efficiente.”
Sant’Omobono: “Senza parcheggi e navette, la T2 rischia di fallire per noi”
Sulla stessa linea si esprime anche Ivo Manzoni, sindaco di Sant’Omobono Terme, che evidenzia un’altra criticità: la scarsità di parcheggi nei pressi del capolinea di Villa d’Almè. “Servono aree adeguate per la sosta e il trasporto scolastico, altrimenti la T2 rischia di essere sottoutilizzata da chi proviene dalla Valle Imagna. La mancanza di servizi di adduzione può trasformarsi in un limite serio per l’intera infrastruttura.”
Una rete da costruire attorno alla T2
Con i lavori della T2 ormai a metà e la messa in esercizio prevista per il 2026, cresce l’urgenza di affrontare questi nodi. Gli amministratori locali chiedono che la programmazione degli orari, dei passaggi e delle tariffe sia pensata fin da subito in ottica integrata, così da evitare disservizi e dispersioni d’utenza.
L’opportunità di creare un sistema gomma–ferro realmente efficace è concreta, ma va accompagnata da investimenti mirati in logistica e accessibilità. L’auspicio è che l’Agenzia per il Trasporto Pubblico e le istituzioni provinciali accolgano le richieste, coinvolgendo i territori interessati nella fase di pianificazione.
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