Francesco Mocchi premiato alla Cornabusa: la musica come rinascita

Il direttore di coro gospel riceve il riconoscimento “Arte e Cultura” dall’Associazione Genesis per il suo impegno artistico e umano dopo l’incidente che lo ha cambiato per sempre

Il premio “Arte e Cultura” consegnato al Santuario della Cornabusa

Un riconoscimento speciale, simbolo di forza, rinascita e passione per l’arte. Francesco Maria Gabriele Mocchi, 50 anni, di Pavia, ha ricevuto nel weekend il premio “Arte e Cultura” dall’Associazione Genesis di San Pellegrino Terme, al termine della celebrazione eucaristica prefestiva presso il Santuario della Cornabusa. A consegnare il premio sono Giampietro Salvi, presidente dell’associazione, e Samuele Salvi, direttore del Coro Polifonico del Santuario.

Il riconoscimento è pensato per valorizzare l’espressione artistica nella disabilità e premia l’impegno di Mocchi come direttore del coro gospel LV Gospel Project, con una storia di vita segnata da un grave incidente ma anche da una resilienza eccezionale.

Una messa speciale, poi il racconto della sua storia

La cerimonia ha avuto luogo dopo la Santa Messa celebrata da don Leone Messa, accompagnata dalle voci del Coro Figli di Nessuno di San Giovanni Bianco. Successivamente, Mocchi ha visitato il museo del Santuario per poi condividere con il pubblico la sua esperienza di vita, supportato da un filmato che lo ritrae alla direzione del suo coro. “Quello che la musica può fare, salvarti sull’orlo del precipizio”, canta Max Gazzè. E nel caso di Mocchi, la musica ha fatto esattamente questo.

Una vita tra musica e cavalli, poi l’incidente nel 2014

A soli 24 anni Mocchi assume la direzione del LV Gospel Project, rilanciando la Corale Universitaria Lorenzo Valla. Parallelamente, si dedica con successo all’equitazione, specialità salto a ostacoli. Ma nel 2014, durante un allenamento, un episodio improvviso e apparentemente banale cambia tutto. “L’animale è inciampato su un ostacolo di 40 centimetri – ricorda – un incidente banale, per me che ero abituato a superare ostacoli alti fino a 1,45 metri”.

Il ricovero, la riabilitazione e l’amore per San Pellegrino Terme

“Mi hanno operato d’urgenza e trasferito al Niguarda di Milano, dove però non mi sono trovato bene – racconta –. Poi, fortunatamente, ho trovato la Clinica Quarenghi e il dottor Salvi con la sua equipe medica, dove, invece, ho trovato un ambiente positivo, professionale e umano”.
Per continuare la riabilitazione, Mocchi si trasferisce stabilmente a San Pellegrino Terme dal 2015 al 2018. “Mi sono letteralmente innamorato della cittadina liberty, della Valle Brembana e delle sue persone. Inoltre, devo dire che dal punto di vista delle barriere architettoniche San Pellegrino è un vero paradiso: durante il periodo di riabilitazione, riuscivo a fare 4,5 km in carrozzina senza incontrare un ostacolo”.

Durante quegli anni, nonostante tutto, Mocchi continua a dirigere il coro, spostandosi spesso tra San Pellegrino e Pavia. “Nel 2019 sono tornato nella mia città, dove ho ripreso l’attività di direttore del coro e quella di commercialista”.

Musica, fede e nuove sfide

Oltre alla musica, a sostenerlo è anche l’attività nella Federazione Italiana Sport Equestri: “Oltre alle persone a me vicine, a darmi la forza in quel periodo è stato l’incarico per la Federazione Italiana Sport Equestri, a Roma, per la quale ero consigliere nazionale e, successivamente, la musica”.
“Il coro, dopo il mio incidente, aveva bisogno di me e così ho ripreso a scrivere musica. Mi ha aiutato molto”, spiega.
E la fede? “Sono molto credente, lo ero prima dell’incidente e lo sono anche oggi. Il mio rapporto con la fede è molto forte e luoghi come la Cornabusa, dove sono stato premiato oggi, mi riempiono di gioia. Non conoscevo questo Santuario naturale e devo dire che ne sono rimasto impressionato. È davvero unico”.

L’omaggio dell’Associazione Genesis: “Una storia che ispira”

“Quella di Francesco è una storia straordinaria e siamo davvero onorati di conferire a lui il nostro premio – dichiara il dottor Giampietro Salvi –, un premio nato per sottolineare come l’arte possa aiutare le persone a uscire da situazioni di difficoltà. La forza e l’arte di Francesco sono di ispirazione per tutti noi”.

Con questo riconoscimento, l’Associazione Genesis conferma il proprio impegno per promuovere l’arte come strumento di riscatto e inclusione, celebrando persone che, come Francesco Mocchi, trasformano la sofferenza in opportunità e il talento in messaggio universale.

In copertina, la foto di Gianni Gritti ritrae, da sinistra a destra: Samuele Salvi, dottor Giampietro Salvi, Francesco Mocchi, Carla Novaresi

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