Giovanni Sgroi, ex primario di Chirurgia generale all’ospedale di Treviglio e già sindaco di Rivolta d’Adda, dovrà rispondere anche a Bergamo delle accuse di violenza sessuale aggravata. Dopo l’arresto ai domiciliari avvenuto a maggio, nell’ambito di un’indagine condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, il fascicolo bergamasco è giunto in tribunale con la richiesta di rinvio a giudizio da parte del pm Chiara Monzio Compagnoni. L’udienza preliminare è stata fissata per il 17 aprile 2026, davanti al giudice Riccardo Moreschi.
Le contestazioni, legate alla sua attività clinica presso l’ospedale di Treviglio nel 2015 e 2016, si sommano ai procedimenti in corso a Milano, dove il medico – oggi 70enne – è già imputato con rito abbreviato per episodi analoghi che coinvolgono quattro pazienti visitate nel Centro polispecialistico di Pozzuolo Martesana, dove operava dopo il pensionamento.
Le accuse a Treviglio: due episodi ancora perseguibili
Gli episodi al centro della richiesta di processo a Bergamo sono due casi risalenti al 2015 e al 2016, giudicati ancora procedibili in termini di prescrizione. In entrambi i casi, Sgroi avrebbe approfittato del suo ruolo di medico per compiere atti non consensuali durante visite mediche.
Il primo episodio riguarda una donna di 35 anni, residente a Bellagio (Como), che a gennaio 2015 si sottopose a un’ecografia addominale. Durante l’esame, il medico l’avrebbe accarezzata sulle cosce e tentato di baciarla. La paziente reagì prontamente, evitando ulteriori conseguenze.
Più grave, invece, il secondo caso: una paziente di 48 anni, residente a Cassano d’Adda, ricoverata a marzo 2016. Durante una visita di controllo, mentre era sdraiata a occhi chiusi, avrebbe subito carezze e un bacio forzato sulla bocca. Entrambe le vicende rientrano nel capo di imputazione di violenza sessuale aggravata, in quanto commessa da persona che abusa della propria funzione.
Un terzo episodio, del 2012, che coinvolgeva una donna di Castel Rozzone, è invece destinato all’archiviazione per imminente prescrizione. Due precedenti denunce, riferite a fatti ancora più datati, erano già state archiviate per mancanza di elementi sufficienti a procedere.
Il quadro generale: comportamenti seriali
Secondo le ricostruzioni investigative, l’insieme degli episodi – tra Milano e Bergamo – delinea un comportamento seriale da parte dell’ex primario. In sede di indagine milanese, Sgroi ha ammesso in parte le proprie responsabilità, sostenendo, tramite una perizia medico-legale, di essere affetto da disturbi della personalità. Tesi avanzata dalla difesa per spiegare le sue condotte e per valutare un’eventuale attenuazione delle responsabilità penali.
A Milano, dove ha ottenuto il rito abbreviato, la prossima udienza è prevista per il 12 dicembre, ma potrebbe essere rinviata per permettere il completamento di un accordo risarcitorio con le vittime, attualmente in fase di definizione.
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