Bergamo Film Meeting in difficoltà: saltano la serata inaugurale e i gadget

Fondi ministeriali in ritardo, il festival costretto a tagli dolorosi. Il Comune anticipa la sua quota per salvare l’edizione 2026

 A due mesi dall’apertura ufficiale, l’edizione 2026 del Bergamo Film Meeting si trova ad affrontare una crisi economica senza precedenti. Il motivo è noto da tempo nel settore culturale, ma oggi pesa ancora di più: i fondi ministeriali destinati ai festival cinematografici non sono ancora arrivati, mettendo a rischio attività consolidate e fondamentali per il festival.

La rassegna, in programma dal 7 al 15 marzo, ha già dovuto fare delle scelte difficili. «Per preservare l’integrità artistica del festival non taglieremo il numero di proiezioni – spiega Fiammetta Girola, della direzione del Bergamo Film Meeting – ma abbiamo dovuto rinunciare ad elementi storici come la serata inaugurale, il bookshop e i gadget».

Il festival si finanzia ogni anno anche grazie al bando del Ministero della Cultura, che riconosce al BFM un contributo medio di circa 120mila euro, pari a un quarto del budget complessivo. Ma quest’anno i fondi non sono ancora stati assegnati, a causa della mancata nomina della commissione di valutazione per tutto il 2025, avvenuta solo lo scorso dicembre. Un ritardo che, sottolinea Girola, «mette in difficoltà tutti i festival italiani, ma in particolare quelli medio-piccoli che non hanno grandi risorse da anticipare».

Fornitori ancora da pagare
Il Bergamo Film Meeting deve ancora salvare circa 50mila euro di debiti verso fornitori legati all’edizione 2025, che stanno già lavorando all’edizione 2026. «È una situazione insostenibile – spiega Girola –. Il rischio economico viene scaricato completamente sulle spalle delle associazioni e dei lavoratori culturali, a cui viene chiesto di anticipare fondi che spesso non hanno».

Situazioni simili si registrano in tutta Italia: in Piemonte sono nati movimenti di protesta tra cineforum e associazioni culturali, e anche a Bergamo i Bergamo Animation Days lamentano il ritardo di mesi nel saldo ministeriale.

Il Comune interviene
Un segnale di sostegno arriva dal Comune. L’assessore alla Cultura Sergio Gandi ha annunciato che l’amministrazione anticiperà la sua quota di 55mila euro destinata al festival, prevista per il 2026. «È una manifestazione di importanza fondamentale per la città e il territorio – ha detto Gandi –. Ogni anno riempie le sale e porta in città pubblico da tutta Italia. Faremo il possibile per sostenerla».

Girola conclude lanciando un appello: «Chiediamo il sostegno di enti pubblici, aziende e cittadini per non dover snaturare il festival. Il Bergamo Film Meeting è un presidio culturale e sociale che va protetto».

Redazione

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