Francesco Benedetti, il medico travolto a Porta Nuova: “Continuerà a salvare vite”

Volontario, attento ai fragili e punto di riferimento per colleghi e pazienti: donati gli organi dopo la tragica morte

 Non ce l’ha fatta Francesco Benedetti, il medico bergamasco di 59 anni rimasto gravemente ferito giovedì scorso a seguito di un violento incidente stradale in Porta Nuova, a Bergamo. Ricoverato in condizioni disperate all’ospedale Papa Giovanni XXIII, è morto dopo cinque giorni di agonia. La famiglia ha scelto di donarne gli organi, in un gesto di straordinaria generosità: “Così potrà continuare a salvare vite”, hanno detto i suoi cari.

Benedetti era diretto in via Galliccioli, dove prestava servizio come volontario al Tribunale del Malato, quando è stato travolto da una Fiat 500L impazzita. L’auto, secondo una prima ricostruzione, avrebbe iniziato a girare su se stessa dopo un impatto con una Kia Sportage, forse causato da una mancata precedenza o dal passaggio con il semaforo rosso. Benedetti, colpito in pieno, è stato sbalzato sull’asfalto per una decina di metri, battendo violentemente la testa.

La notizia del suo mancato arrivo ha subito allarmato i colleghi: “Mio fratello era sempre puntuale”, ha raccontato la sorella Cinzia Benedetti, infermiera nello stesso ospedale dove il medico è stato ricoverato. “Quando non si è presentato, abbiamo capito subito che era successo qualcosa”.

La vita di Francesco Benedetti è stata segnata da dedizione e senso del dovere, qualità che lo hanno accompagnato fin dalla laurea in Medicina conseguita all’Università Statale di Milano nel 1994. Dopo la perdita del padre, aveva scelto di rinunciare alla specializzazione per stare vicino alla famiglia, iniziando un lungo percorso professionale al Centro Biomedico Bergamasco.

“Era con noi da trentuno anni – racconta Valeria Molteni, responsabile amministrativa del centro –. Non ha mai saltato un giorno di lavoro, era un punto di riferimento per tutti noi”.

Ma Benedetti era molto di più di un professionista affidabile. Da vent’anni era medico volontario dell’ANMIC, l’Associazione nazionale mutilati e invalidi civili, a cui dedicava tempo ed energie, soprattutto durante i periodi più critici della pandemia. “Si è occupato dei nostri disabili, li ha vaccinati, li ha seguiti. Era sempre disponibile”, ricorda con commozione il presidente Giovanni Manzoni. Tantissimi, in questi giorni, i messaggi di affetto e le telefonate dei pazienti, colpiti dalla notizia della sua scomparsa.

La sua ultima scelta, la donazione degli organi, conferma ancora una volta il profondo senso civico e umano che ha contraddistinto la sua vita professionale e personale. Una vita interrotta troppo presto, ma che continuerà a lasciare il segno attraverso altri gesti di cura e di salvezza.

I funerali di Francesco Benedetti si terranno venerdì mattina alle ore 10 nella chiesa parrocchiale di Colognola, quartiere di Bergamo a cui era profondamente legato. A piangerlo sono i colleghi, i pazienti, i familiari e tutti coloro che hanno avuto la fortuna di incrociare il cammino di un medico e di un uomo straordinario.

Redazione

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