Si fa sempre più concreta la pista dell’incendio doloso per il devastante rogo che, nel pomeriggio di sabato 17 gennaio, ha distrutto un capannone industriale di 1.200 metri quadrati in via Venezian, a Seriate, al confine con il comune di Pedrengo. Le indagini condotte dal Nucleo investigativo antincendi (NIA) dei vigili del fuoco, giunto da Milano nella mattinata di martedì 20 gennaio, sembrano orientarsi verso questa ipotesi, sebbene l’origine delle fiamme non sia stata ancora ufficialmente accertata.
Gli specialisti del NIA, entrati in azione già dalle 10:30 di martedì, hanno svolto rilievi approfonditi tra le macerie del deposito, distrutto in poche ore da un rogo di grande intensità. Lo stabile, condiviso da due aziende — la Paolo Trevisan giardinaggio e la Marchetti Luigi trasporti merci, con sede centrale a Terni — era stato dichiarato inagibile e messo sotto sequestro dai carabinieri di Seriate immediatamente dopo l’incendio.
L’assenza di personale all’interno del capannone al momento dell’allarme e altre circostanze emerse dai rilievi sul posto hanno contribuito a far emergere dubbi sull’origine accidentale del rogo. Tuttavia, vige ancora il massimo riserbo sugli elementi tecnici raccolti dagli investigatori, in attesa dei risultati ufficiali delle analisi, previsti per mercoledì 21 gennaio.
I titolari delle due ditte coinvolte, dal canto loro, hanno escluso categoricamente di aver ricevuto minacce o di avere conti in sospeso, né risultano denunce o episodi recenti che possano suggerire un movente diretto. Resta dunque una pista investigativa ancora da chiarire, anche se l’ipotesi dolosa appare al momento la più plausibile.
Intanto, le conseguenze dell’incendio si fanno sentire sul piano economico: i danni sono stati stimati nell’ordine di milioni di euro. Le fiamme hanno completamente distrutto numerosi mezzi da lavoro, attrezzature e materiali, oltre a provocare il crollo della copertura dell’intera struttura. Le due imprese, ferme da giorni, si trovano ora a fronteggiare l’interruzione delle attività e l’inizio di un difficile percorso di ricostruzione.
Nel frattempo, i carabinieri hanno acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza posizionate sia a Seriate che a Pedrengo, nel tentativo di individuare veicoli o persone sospette transitati nella zona nelle ore precedenti all’incendio. Le registrazioni potrebbero fornire indizi decisivi per capire se qualcuno si sia avvicinato al capannone prima che divampassero le fiamme.
L’indagine resta aperta, e nelle prossime ore potrebbero emergere sviluppi significativi, soprattutto dopo l’analisi dei rilievi tecnici e dei materiali prelevati sul posto dal NIA. Intanto, Seriate fa i conti con un episodio che riaccende l’attenzione sulla sicurezza delle aree industriali, spesso bersaglio di episodi poco chiari.
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