Minacce sui muri contro l’ex sindaco Armati: Ponteranica sotto shock

Scritte intimidatorie nella notte tra l’1 e il 2 febbraio. La sindaca Pini: “Un gesto deplorevole, troveremo i responsabili”

 “Attento Claudio, anche noi siamo armati”: è il messaggio minaccioso comparso nella notte tra l’1 e il 2 febbraio su alcuni muri di via Unione a Ponteranica, nel Bergamasco. Un’intimidazione inequivocabilmente rivolta a Claudio Armati, ex sindaco del paese per 17 anni e attuale esponente del gruppo di opposizione Un futuro per Ponteranica. A darne notizia è stato lo stesso Armati, che ha pubblicato le foto delle scritte sui social: “Anche difendere gli alberi può essere pericoloso”, ha commentato ironicamente, collegando l’episodio al recente dibattito sulla rimozione di cinque carpini bianchi nel parco di via 8 Marzo, oggetto di contestazione da parte del suo gruppo.

L’Amministrazione comunale ha reagito con fermezza. La sindaca Susanna Pini ha condannato il gesto, definendolo “un atto deplorevole, che non ha alcun senso e danneggia la comunità intera”. Ha annunciato la rimozione immediata delle scritte e l’intenzione di attivarsi per identificare gli autori: “Faremo tutto il possibile per capire chi ne è responsabile”, ha assicurato.

Le reazioni non si sono fatte attendere e hanno coinvolto l’intero arco politico. Anche esponenti del centrodestra, come Matteo Oriani, hanno espresso solidarietà ad Armati, condannando la natura intimidatoria del gesto: “Il confronto politico e civile non deve mai degenerare né trasformarsi in minaccia”, ha dichiarato.

L’episodio ha acceso i riflettori su un clima di tensione crescente, legato anche alle recenti polemiche ambientali nel comune. Il caso dei carpini abbattuti ha diviso l’opinione pubblica e provocato forti critiche all’Amministrazione da parte delle opposizioni, ma la comparsa di messaggi minatori rappresenta un salto di qualità preoccupante, che ha generato sconcerto tra i cittadini.

La sindaca ha lanciato un appello al senso civico, sottolineando l’importanza del dialogo e del rispetto reciproco come strumenti fondamentali del dibattito democratico. Intanto, le autorità locali potrebbero ricorrere all’uso delle videocamere di sorveglianza per individuare i responsabili dell’atto.

Redazione

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