Nuovo passaggio processuale nel procedimento per l’omicidio di Sharon Verzeni, la 33enne uccisa a coltellate nella notte tra il 29 e il 30 luglio 2024 a Terno d’Isola. L’avvocata Tiziana Bacicca, difensore di Moussa Sangare, ha depositato alla Corte d’Assise di Bergamo una memoria di 34 pagine con la quale, come si legge, «rianalizza tutti gli elementi di prova» contenuti nel fascicolo.
Il deposito è avvenuto in vista dell’udienza fissata per il 25 febbraio. In quell’occasione la legale potrà illustrare la propria memoria in aula qualora il pubblico ministero Emanuele Marchisio decida di replicare; in caso contrario, i giudici potrebbero ritirarsi in camera di consiglio per la decisione.
La richiesta di termini a difesa
Lo scorso 19 gennaio l’avvocata Bacicca aveva chiesto termini a difesa, spiegando di essere subentrata nel mandato solo il 13 gennaio. La richiesta era finalizzata a esaminare in modo approfondito gli atti processuali e a predisporre eventuali repliche alle conclusioni dell’accusa.
Il pm Marchisio, nelle precedenti udienze, ha chiesto per Sangare la condanna all’ergastolo. L’imputato, 31 anni, nato a Milano da genitori maliani, è detenuto dalla fine di agosto 2024 con l’accusa di omicidio volontario pluriaggravato, con le aggravanti dei futili motivi, della premeditazione e della minorata difesa.
I fatti e le contestazioni
Secondo l’impianto accusatorio, Sangare avrebbe colpito a morte Sharon Verzeni mentre la donna stava passeggiando in centro a Terno d’Isola. Subito dopo l’arresto, avvenuto circa un mese dopo il delitto a seguito delle indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo di Bergamo, l’uomo aveva reso confessioni davanti agli investigatori, al pm e al gip.
In seguito, però, nel corso della prima udienza del processo, aveva ritrattato proclamandosi innocente. Gli accertamenti psichiatrici disposti durante le indagini hanno stabilito la piena capacità di intendere e volere dell’imputato al momento dei fatti.
Il cambio di difesa
Il procedimento è stato segnato anche da un cambio di legale. Nell’udienza del 12 gennaio, Sangare aveva abbandonato l’aula contestando pubblicamente l’arringa del precedente difensore, dichiarando di non riconoscersi nella linea difensiva adottata. Il giorno successivo aveva revocato il mandato, nominando l’avvocata Bacicca.
Con il deposito della nuova memoria difensiva si apre ora una fase decisiva del processo. L’udienza del 25 febbraio potrebbe rappresentare un passaggio chiave verso la sentenza, a seconda delle eventuali repliche e delle determinazioni della Corte d’Assise presieduta da Patrizia Ingrascì, con a latere Alberto Longobardi.
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