Bergamo, lavoro in crescita ma rallenta: disoccupazione all’1%

Saldo positivo nel 2025, ma calano le assunzioni e aumentano le uscite nella seconda metà dell’anno

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 Il mercato del lavoro nella provincia di Bergamo continua a mostrare segnali positivi, ma con una crescita più contenuta rispetto agli anni precedenti. Nel 2025 il saldo tra assunzioni e cessazioni si attesta a +4.580 posizioni, un dato ancora favorevole ma in calo rispetto ai risultati superiori alle 6.000 unità registrati negli anni passati.

Secondo le rilevazioni, la variazione occupazionale si attesta intorno al +1,3%, in linea con il contesto regionale. Il dato più significativo resta il livello di disoccupazione, che si mantiene poco sopra l’1% per il secondo anno consecutivo, confermando una situazione di piena occupazione nel territorio.

Nonostante ciò, emergono segnali di rallentamento. Le assunzioni sono diminuite del 2,4% su base annua, mentre le cessazioni hanno registrato una flessione più contenuta (-1,2%). Questo squilibrio si è accentuato nella seconda metà dell’anno, quando le uscite hanno superato il ritmo delle entrate, evidenziando una fase più prudente del mercato.

Il calo riguarda in particolare i contratti stabili. Le nuove assunzioni a tempo indeterminato sono scese del 7,7%, mentre l’apprendistato ha registrato una riduzione del 6,2%. I contratti temporanei, invece, mostrano una sostanziale stabilità, con variazioni minime.

Nonostante la contrazione delle nuove assunzioni, il saldo resta positivo grazie alle trasformazioni contrattuali. La crescita dei rapporti a tempo indeterminato (+6.511 posizioni) è sostenuta soprattutto dalla stabilizzazione dei contratti a termine, che rappresentano la quota principale delle nuove posizioni stabili.

Questo fenomeno riflette un cambiamento nelle strategie delle imprese. Le aziende appaiono più prudenti nelle nuove assunzioni, ma orientate a consolidare i rapporti esistenti, anche a causa delle difficoltà nel reperire personale qualificato.

Il problema delle competenze emerge con forza. Oltre la metà delle imprese segnala difficoltà nel trovare profili adeguati, elemento che incide sia sui tempi sia sui costi di selezione.

In calo anche il ruolo dell’apprendistato. Il bacino di questo strumento, fondamentale per l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, si sta progressivamente riducendo, limitando una delle principali vie di accesso all’occupazione.

Il quadro complessivo resta positivo, ma con segnali di cautela. Bergamo conferma un mercato del lavoro solido, ma in fase di rallentamento, influenzato anche dalle incertezze del contesto internazionale.

 

Redazione

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