Leucemia linfoblastica acuta, due milioni per la ricerca: coinvolto il Papa Giovanni di Bergamo

Finanziato un progetto triennale dedicato ai pazienti pediatrici e adulti. All’ospedale bergamasco quasi 600 mila euro per sviluppare terapie sempre più personalizzate

ospedale

 Nuove risorse per la ricerca contro la leucemia linfoblastica acuta arrivano in Lombardia grazie a un progetto triennale da quasi 2 milioni di euro che coinvolge la Fondazione Irccs San Gerardo dei Tintori di Monza e l’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

Il finanziamento è stato assegnato dalla Fondazione regionale per la ricerca biomedica attraverso un bando dedicato allo sviluppo di strategie innovative per la personalizzazione dei trattamenti contro questa forma di tumore del sangue, che colpisce soprattutto i bambini ma interessa anche molti pazienti adulti.

Il progetto punta a studiare in maniera approfondita i meccanismi molecolari, genetici e metabolici della malattia per individuare cure sempre più mirate ed efficaci.

Capofila dell’iniziativa sarà il San Gerardo di Monza, che riceverà oltre 1,4 milioni di euro e si concentrerà principalmente sui pazienti pediatrici.

All’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo andranno invece 589.400 euro per sviluppare la parte di ricerca dedicata agli adulti.

A coordinare le attività bergamasche sarà Federico Lussana, direttore facente funzione dell’Ematologia dell’Asst Papa Giovanni e professore associato dell’Università degli Studi di Milano.

“Questo studio si basa sulla messa a punto di approcci all’avanguardia per la leucemia linfoblastica acuta che possano portare a un miglioramento e a una personalizzazione dei trattamenti”, ha spiegato Lussana.

L’obiettivo sarà quello di comprendere come la malattia evolva nel tempo e perché, in alcuni casi, riesca a resistere alle terapie tradizionali o a ripresentarsi dopo i trattamenti.

La ricerca si concentrerà in particolare sull’analisi genetica delle cellule tumorali sia al momento della diagnosi sia nelle eventuali recidive.

Il progetto punta a sviluppare una medicina sempre più “di precisione”, costruita sulle caratteristiche specifiche di ogni singolo paziente.

“Vorremmo arrivare a progettare terapie sempre più mirate – ha aggiunto Lussana – con implicazioni cliniche concrete e trasferibili rapidamente nella pratica ospedaliera”.

La leucemia linfoblastica acuta è considerata una patologia particolarmente complessa perché può modificarsi nel tempo, sviluppando meccanismi che permettono alle cellule tumorali di sfuggire all’efficacia dei farmaci.

Per questo motivo la ricerca genomica e metabolica rappresenta oggi una delle frontiere più importanti dell’oncoematologia.

Dalla Fondazione San Gerardo dei Tintori sottolineano come il progetto rappresenti una collaborazione strategica per rafforzare l’eccellenza della ricerca biomedica lombarda.

L’obiettivo finale sarà migliorare la qualità delle cure e ridurre il rischio di recidive attraverso trattamenti sempre più efficaci e personalizzati. 

Redazione

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