Il GuglielMotel di Capriate San Gervasio, storico albergo all’uscita dell’autostrada e simbolo per decenni dell’accoglienza tra Bergamo e Milano, vive oggi una delle pagine più difficili della sua storia. La struttura è chiusa dal gennaio 2025 e il suo destino resta appeso all’esito della terza asta di vendita, scaduta il 15 maggio scorso.
Dietro la crisi dell’hotel-motel si intrecciano questioni economiche, tensioni familiari e una lunga vicenda giudiziaria che negli ultimi anni ha travolto la gestione della società Dol Dor, proprietaria del complesso.
«Stiamo vivendo un incubo», raccontano Massimo Capozzi e la moglie Rosita Arzuffi, che per anni hanno gestito direttamente l’attività. «Noi vogliamo solo tornare a lavorare nel nostro albergo come abbiamo sempre fatto».
Il GuglielMotel è composto da due edifici indipendenti per un totale di 137 camere. Nato quasi cinquant’anni fa da un’intuizione imprenditoriale di Pino Capozzi, storico gestore dell’Agnello d’Oro in Città Alta, nel tempo era diventato un punto di riferimento non solo per coppie in cerca di privacy, ma anche per trasfertisti, uomini d’affari e famiglie dirette a Leolandia.
Negli anni più recenti la struttura aveva continuato a registrare ricavi importanti, arrivando a sfiorare i 2 milioni di euro annui. Tuttavia, il peso del leasing acceso nel 2004 per l’ampliamento dell’hotel e i costi di gestione sempre più elevati hanno progressivamente aggravato la situazione finanziaria.
Secondo Massimo Capozzi, l’attività continuava comunque a funzionare. «Avevamo già pagato quasi interamente il leasing da 6,5 milioni di euro. Mancava poco per chiuderlo», spiega.
Oggi il valore dell’intero complesso è stato ridotto a 5 milioni e 832 mila euro, molto meno rispetto agli 11 milioni stimati inizialmente nel 2022.
All’origine della crisi ci sarebbero soprattutto i dissidi interni alla famiglia. Dopo la morte del fondatore Pino Capozzi nel 2012, la gestione societaria si è complicata a causa dei rapporti difficili tra i figli Massimo e Pier Carlo e la vedova Stella Silipo, divenuta socia della Dol Dor.
Una prima richiesta di liquidazione volontaria della società era arrivata già nel 2016, salvo poi essere revocata due anni dopo. La situazione si è però riaccesa nel 2024, quando è stata presentata una nuova istanza di scioglimento della società.
Da quel momento è iniziata una lunga battaglia legale culminata con la nomina del liquidatore Achille Pagliuca da parte del Tribunale.
«Per entrare in possesso della struttura ho dovuto ricorrere al tribunale», ha dichiarato Pagliuca, spiegando che il tentativo iniziale era quello di mantenere attiva l’attività nell’interesse della società e dei soci.
Secondo il liquidatore, però, il mancato accordo tra le parti avrebbe reso impossibile proseguire la gestione ordinaria. Una ricostruzione contestata da Massimo Capozzi, che sostiene invece di aver cercato fino all’ultimo investitori e soluzioni per salvare il motel.
Nel frattempo, il GuglielMotel è rimasto chiuso e inutilizzato. In questi mesi la struttura avrebbe subito diversi episodi di vandalismo e furti.
«Mi era stato assicurato che sarebbe stata sorvegliata 24 ore su 24, ma ci sono state numerose effrazioni», racconta ancora Capozzi, mostrando immagini del degrado esterno dell’edificio.
La vicenda resta quindi aperta in attesa di capire se la terza asta porterà nuovi acquirenti interessati a rilevare una struttura che per decenni ha rappresentato un pezzo importante dell’ospitalità bergamasca.
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