Il nuovo cedimento e la modifica del profilo della diga
È stato riferito che tra l’11 e il 13 maggio si sarebbe verificato un ulteriore cedimento alla Diga del Gleno, con il distacco di una porzione della parte superiore dell’ultima arcata nel troncone sinistro. L’evento avrebbe modificato la sagoma del manufatto, già considerato estremamente fragile.
Il fenomeno ha richiamato l’attenzione sulle condizioni strutturali del muraglione costruito oltre un secolo fa a 1530 metri di altitudine, oggi riconosciuto come simbolo storico della Valle Camonica e memoria del disastro del 1° dicembre 1923, quando la rottura provocò la fuoriuscita di circa sei milioni di metri cubi d’acqua alle 7.15, con conseguenze devastanti tra Vilminore e la zona di Corna di Darfo, causando almeno 359 vittime.
Le verifiche dei tecnici e la fragilità della struttura
Secondo quanto riportato, il cedimento avrebbe interessato un pilastro centrale e le macerie sarebbero finite all’interno dell’area recintata, danneggiando anche un faro dell’impianto di illuminazione installato nel 2023 in occasione del centenario del disastro.
Il sindaco di Vilminore, Pietro Orrù, avrebbe quindi richiesto alla proprietà, identificata nella società Enel Green Power, interventi urgenti per la messa in sicurezza della recinzione e dell’intera area.
A seguito delle segnalazioni, anche il gestore del chiosco in quota, Ezio Magri, avrebbe confermato che il crollo era visibile e notato dai numerosi visitatori che raggiungono la località del Gleno, stimati in circa 40.000 presenze annue.
Gli interventi di sicurezza e le condizioni riscontrate dai rocciatori
Su iniziativa dell’associazione Scalve Mountain, guidata da Ernesto Duci, sono intervenuti due tecnici rocciatori del Soccorso Alpino, Luca Pagani e Alessandro Monaci, impegnati in un sopralluogo e in un’operazione di messa in sicurezza delle parti pericolanti.
I due esperti avrebbero evidenziato che il cemento risulta non adeguatamente consolidato e che la struttura si presenterebbe estremamente fragile. Sotto lo strato esterno, secondo quanto osservato, sarebbe presente materiale incoerente composto da sabbia e sassi.
Gli stessi tecnici avrebbero inoltre segnalato che alcune persone continuerebbero a superare recinzioni e cancelli per salire sulla struttura, nonostante le condizioni di forte pericolosità.
Turismo, servizi e nuove iniziative nell’area del Gleno
Nonostante le criticità strutturali, l’area del Gleno risulterebbe fortemente frequentata durante la stagione turistica. Il Comune avrebbe confermato l’attivazione di un servizio di bus navetta dai parcheggi di Pianezza, operativo nei fine settimana di giugno, luglio e settembre e quasi quotidianamente nel mese di agosto.
Parallelamente, il nuovo chiosco realizzato dall’amministrazione comunale sarebbe pienamente operativo, con circa cinquanta posti a sedere all’aperto.
Infine, nel centro di Santa Maria, sarebbero in corso i lavori per la realizzazione di un museo dedicato alla memoria storica del territorio e del disastro del 1923, a completamento delle iniziative di valorizzazione dell’area.
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