A Bergamo l’estate porta con sé un nuovo paesaggio sonoro. Nelle giornate più calde il canto delle cicale e dei grilli sembra essere diventato più intenso e diffuso, accompagnando passeggiate lungo le Mura, nei parchi cittadini e sulle piste ciclabili. Una presenza che molti residenti hanno notato rispetto agli anni passati e che ha riportato l’attenzione sul rapporto tra clima, biodiversità e gestione degli spazi verdi.
Il fenomeno non significa che questi insetti siano comparsi soltanto ora. Le cicale, infatti, hanno sempre abitato anche le aree urbane dell’entroterra e non soltanto le località costiere, spesso associate nell’immaginario collettivo al loro caratteristico frinire estivo.
A Bergamo esistono da tempo condizioni favorevoli alla loro presenza: alberi maturi come tigli, platani e pini, insieme a viali alberati, parchi e zone verdi, offrono ambienti adatti al completamento del loro ciclo vitale.
Secondo Paolo Pantini, entomologo del Museo civico di Scienze naturali “Enrico Caffi” di Bergamo, è necessario interpretare il fenomeno con cautela. La percezione di un aumento del canto potrebbe essere legata soprattutto alle condizioni climatiche.
“Ci sono da sempre, non erano mai sparite”, ha spiegato l’esperto, evidenziando come le temperature elevate possano favorire una maggiore attività degli insetti. Le cicale, infatti, sono animali a sangue freddo e regolano il proprio comportamento in base alla temperatura dell’ambiente esterno.
Quando il clima è particolarmente caldo, questi insetti possono quindi aumentare la frequenza e l’intensità del loro canto. Tuttavia, senza dati scientifici raccolti attraverso censimenti specifici, non è possibile stabilire con certezza se la popolazione sia realmente cresciuta.
Le variazioni nel numero di cicale e grilli possono dipendere anche dagli andamenti stagionali e da fenomeni locali, rendendo necessario un monitoraggio più approfondito per confermare eventuali cambiamenti nel tempo.
Tra le possibili spiegazioni viene indicata anche la modifica delle strategie di contrasto alla zanzara tigre. La riduzione dei trattamenti adulticidi su larga scala potrebbe aver favorito una maggiore presenza di diverse specie di insetti.
Su questo punto interviene anche l’assessora al Verde del Comune di Bergamo, Oriana Ruzzini, che collega il fenomeno alle scelte adottate dall’amministrazione. Secondo l’assessora, oltre alle temperature elevate, avrebbe avuto un ruolo importante il cambiamento nella gestione dei trattamenti contro le zanzare.
“Fino al 2024 erano previsti sei trattamenti all’anno effettuati in tutta la città indipendentemente dalle condizioni meteorologiche”, ha spiegato Ruzzini. Successivamente il Comune ha scelto un approccio differente, basato su interventi mirati e non programmati, in linea con le indicazioni nazionali ed europee.
Gli interventi adulticidi vengono quindi effettuati soltanto in situazioni specifiche, ad esempio in presenza di richieste dell’Ats legate a particolari emergenze sanitarie.
Secondo l’assessora, gli effetti di questa scelta sarebbero visibili anche nella maggiore presenza di altri insetti. Numerose segnalazioni riguardano infatti il ritorno dei grilli in diverse zone della città, compresi quartieri come Malpensata e aree verdi lungo la Greenway.
Tra le specie osservate nuovamente ci sono anche le lucciole, che in passato erano concentrate soprattutto nella zona di Astino e che oggi vengono segnalate anche lungo la Greenway.
Il ritorno di questi animali viene interpretato come un possibile segnale di maggiore equilibrio negli ecosistemi urbani, anche se gli esperti invitano a distinguere le percezioni dai dati scientifici.
L’estate bergamasca appare dunque più “viva” dal punto di vista naturale, con un aumento della presenza percepita di insetti che potrebbe essere il risultato della combinazione tra clima più caldo, habitat favorevoli e nuove politiche di gestione del verde.
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