Crisi idrica nella Bergamasca, divieti anti spreco in 60 Comuni

La situazione delle sorgenti continua a peggiorare e Uniacque amplia la richiesta di ordinanze. Coinvolte Isola bergamasca, Valle Imagna, Bassa Val Brembana e alcune località del Sebino

Crisi idrica nella Bergamasca, divieti anti spreco in 60 Comuni

Sottotitolo: La situazione delle sorgenti continua a peggiorare e Uniacque amplia la richiesta di ordinanze. Coinvolte Isola bergamasca, Valle Imagna, Bassa Val Brembana e alcune località del Sebino.

La siccità continua a mettere sotto pressione le riserve idriche della provincia di Bergamo e aumenta rapidamente il numero dei territori nei quali potrebbero entrare in vigore limitazioni all’utilizzo dell’acqua potabile. Uniacque si prepara infatti a chiedere a circa 60 Comuni della Bergamasca di adottare ordinanze per vietare gli impieghi della risorsa diversi da quelli alimentari e igienico-sanitari.

La situazione è peggiorata in pochissimo tempo. Soltanto lunedì 10 agosto, la società che gestisce il servizio idrico integrato provinciale aveva stimato tra 20 e 30 i Comuni potenzialmente interessati dalle misure più restrittive. Le nuove rilevazioni hanno invece portato praticamente a raddoppiare il numero.

Alla base dell’allarme ci sono soprattutto l’assenza prolungata di precipitazioni, le temperature elevate e l’aumento dei consumi tipico del periodo estivo.

Sorgenti in difficoltà e pioggia ancora lontana

I dati raccolti attraverso le telemetrie di martedì 11 agosto hanno evidenziato un ulteriore deterioramento delle riserve disponibili. A questo si aggiungono previsioni meteorologiche che non indicano precipitazioni significative nel breve periodo.

Secondo quanto spiegato dal presidente di Uniacque, Luca Serughetti, proprio l’insieme delle nuove rilevazioni e delle prospettive meteorologiche ha determinato l’ampliamento dell’elenco dei territori nei quali viene considerato necessario ridurre i consumi.

Alcune sorgenti della provincia avrebbero registrato una diminuzione della disponibilità idrica che arriva fino al 40%. Il problema viene aggravato dal maggiore utilizzo di acqua durante l’estate e, in determinate località, dall’incremento delle presenze turistiche nel mese di agosto.

L’obiettivo delle ordinanze sarà quindi quello di preservare prioritariamente l’acqua destinata alle necessità essenziali della popolazione.

Isola e Valle Imagna tra le aree maggiormente coinvolte

Rispetto alle prime indicazioni, l’area interessata dalle possibili restrizioni si è notevolmente allargata.

Nell’Isola bergamasca non è più soltanto la zona compresa tra Palazzago, Pontida e Capriate a destare preoccupazione: la richiesta di Uniacque dovrebbe riguardare l’intero territorio dell’Isola.

Situazione analoga in Valle Imagna, dove l’attenzione inizialmente concentrata sull’area tra Roncola e Brumano è stata estesa all’intera valle.

Tra le zone maggiormente interessate resta inoltre la Bassa Val Brembana, mentre alcune ordinanze dovrebbero essere richieste anche nei Comuni del Sebino che presentano difficoltà nell’approvvigionamento.

I responsabili territoriali di Uniacque procederanno a contattare progressivamente le amministrazioni interessate.

Stop a piscine, lavaggio delle auto e irrigazione

Le nuove misure rappresentano un passaggio ulteriore rispetto alle raccomandazioni diffuse precedentemente. A luglio Uniacque aveva invitato i Comuni a sensibilizzare i cittadini sulla necessità di contenere gli utilizzi non indispensabili.

Adesso, nei territori maggiormente in difficoltà, la richiesta sarà quella di introdurre veri e propri divieti.

Tra le limitazioni previste rientra lo stop all’irrigazione di giardini, prati e orti durante l’intera giornata, eliminando quindi anche la possibilità di utilizzare l’acqua potabile nelle ore notturne.

Dovrebbero essere vietati anche il riempimento di piscine e vasche da giardino, l’alimentazione delle fontane ornamentali e il lavaggio di automobili, cortili e piazzali.

Le restrizioni mirano a diminuire rapidamente la domanda sulla rete per tutelare le disponibilità necessarie agli usi domestici essenziali.

Situazione migliore nelle alte valli

Il quadro non è però uniforme in tutta la provincia. Alta Val Brembana e Alta Val Seriana non presentano al momento criticità particolarmente rilevanti, grazie ai temporali che nei giorni precedenti hanno interessato queste aree.

Anche in pianura la situazione appare differente. I pozzi risultano sottoposti a un utilizzo molto intenso, ma le rilevazioni non mostrerebbero per ora abbassamenti significativi della falda.

Uniacque continua comunque a monitorare quotidianamente la disponibilità di acqua nell’intero territorio provinciale, perché il perdurare del caldo e della siccità potrebbe determinare nuovi cambiamenti.

Il piano di emergenza in caso di ulteriore peggioramento

Le ordinanze anti spreco non rappresentano l’ultimo livello previsto dal piano di emergenza. Se le restrizioni non fossero sufficienti e la disponibilità idrica continuasse a diminuire, potrebbero essere adottate misure ancora più incisive.

Il passaggio successivo prevede una riduzione della fornitura in determinate fasce orarie. Nello scenario più grave, invece, il piano contempla il ricorso alle autobotti nelle piazze per garantire direttamente l’approvvigionamento alla popolazione.

Si tratta di due misure che, secondo quanto indicato da Uniacque, non è stato finora necessario applicare.

Per il momento la strategia passa dunque dal contenimento degli utilizzi non essenziali. Circa 60 Comuni della Bergamasca sono chiamati ad adottare restrizioni, mentre il monitoraggio delle sorgenti proseguirà quotidianamente in attesa di un miglioramento delle condizioni meteorologiche.

 

Redazione

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