Una vasta operazione antidroga ha interessato le province di Cremona e Bergamo dalle prime ore di martedì 18 agosto. Il blitz, denominato «Nuova Crema – Euphoria», ha portato all’esecuzione di quattro misure cautelari e di numerose perquisizioni nell’ambito di un’indagine su un presunto sistema di distribuzione di sostanze stupefacenti che avrebbe raggiunto anche consumatori minorenni.
L’attività è stata condotta dai carabinieri della Compagnia di Crema insieme ai reparti territorialmente competenti e con il supporto delle unità specializzate. Alle operazioni hanno partecipato anche il 2° Nucleo Elicotteri Carabinieri e il Nucleo Cinofili di Orio al Serio, oltre al Nucleo Cinofili di Casatenovo.
L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Cremona, riguarda un gruppo di giovani ritenuto coinvolto nella vendita di cocaina, hashish, marijuana ed ecstasy, oltre alla commercializzazione di bombolette contenenti protossido di azoto.
Quattro giovani raggiunti da misure cautelari
I provvedimenti hanno riguardato quattro persone di età compresa tra 19 e 24 anni. Per uno dei giovani è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre gli altri tre sono stati sottoposti agli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico.
Contestualmente sono state eseguite perquisizioni nei confronti di altre 13 persone. Anche la provincia di Bergamo è stata interessata direttamente dalle attività, con diverse perquisizioni e un indagato.
Le contestazioni riguardano la detenzione e lo spaccio di sostanze stupefacenti. Tra le aggravanti indicate nell’indagine figura la presunta cessione di droga a persone minorenni.
L’operazione rappresenta il risultato di un’attività investigativa iniziata nel settembre 2025 e sviluppatasi attraverso diversi mesi di accertamenti. Complessivamente, secondo il bilancio fornito dagli investigatori, sono state identificate e denunciate 28 persone.
L’indagine partita da un sequestro a Crema
L’origine degli approfondimenti risale a un intervento effettuato nel luglio 2025 all’interno di un appartamento di via Vittorio Veneto, a Crema. In quell’occasione erano state sequestrate sostanze tra cui cocaina, ecstasy e morfina.
Da quel primo episodio gli investigatori hanno iniziato a concentrare l’attenzione su alcuni giovani già emersi nell’ambito di episodi di microcriminalità. Il monitoraggio avrebbe permesso di ricostruire un progressivo passaggio da furti e rapine di strada a un’attività più continuativa nel mercato degli stupefacenti.
Tra le condotte analizzate è comparsa anche la vendita di grandi quantità di bombolette di protossido di azoto. Secondo l’ipotesi investigativa, parte dei guadagni ottenuti sarebbe stata successivamente utilizzata per incrementare gli investimenti nella compravendita di droga.
Il sistema avrebbe così assunto dimensioni progressivamente maggiori, fino a sviluppare una rete capace di movimentare numerose dosi.
Oltre cento consumatori identificati
Gli accertamenti avrebbero ricostruito una distribuzione di centinaia di dosi alla settimana, effettuata anche attraverso altri giovani incaricati delle consegne in differenti zone di Crema.
Il giro d’affari ipotizzato dagli investigatori sarebbe arrivato a diverse decine di migliaia di euro ogni mese. Nel corso dell’inchiesta sono stati inoltre identificati più di cento consumatori, in larga parte residenti nel territorio cremasco.
Alcune abitazioni di Crema sarebbero state utilizzate come basi logistiche. Qui, secondo la ricostruzione investigativa, venivano conservate le sostanze e preparate le dosi destinate alla successiva distribuzione.
Il coinvolgimento di acquirenti minorenni rappresenta uno degli aspetti più rilevanti dell’inchiesta, tanto da essere confluito nelle aggravanti contestate nell’ambito dei provvedimenti eseguiti.
Hashish, marijuana, cocaina e 55mila euro nel blitz
Particolarmente consistente il materiale recuperato durante le perquisizioni effettuate martedì. I carabinieri hanno sequestrato 13 chilogrammi di hashish, tre chilogrammi di marijuana e 25 grammi di cocaina.
Sono state trovate anche 170 penne da svapo che, secondo quanto comunicato, contenevano ciascuna un grammo di principio attivo della cannabis.
A questi sequestri si aggiungono circa 55mila euro in contanti. Sulla provenienza e sulla disponibilità del denaro saranno effettuati ulteriori approfondimenti.
Il bilancio dell’intera attività investigativa avviata nei mesi precedenti è ancora più consistente. Le operazioni condotte nel tempo hanno portato a 12 arresti in flagranza e sei denunce, oltre al recupero di quantitativi molto rilevanti di sostanze stupefacenti.
Oltre 200 chili di hashish sequestrati nell’intera indagine
Considerando tutte le attività svolte nell’ambito dell’indagine, sarebbero stati sequestrati oltre 200 chilogrammi di hashish, due chilogrammi di cocaina e tre chilogrammi di marijuana.
Il bilancio comprende inoltre 50 pastiglie di ecstasy e 115 di Mdma. Nelle precedenti operazioni era stata recuperata anche una pistola con matricola abrasa, insieme a somme di denaro contante che avevano raggiunto complessivamente circa 91mila euro.
Numeri che delineano le dimensioni raggiunte dall’attività sulla quale si sono concentrati gli investigatori.
Una rete giovane e senza una gerarchia rigida
La ricostruzione dei carabinieri non descrive una struttura tradizionale caratterizzata da una precisa catena di comando. Il gruppo avrebbe avuto invece una composizione fluida, con rapporti e collaborazioni variabili e senza ruoli rigidamente prestabiliti.
Anche le provenienze e le nazionalità dei soggetti coinvolti sarebbero state differenti. L’elemento comune sarebbe rappresentato soprattutto dalla giovane età e dal passaggio, per alcuni degli indagati, da episodi di criminalità predatoria a una presenza più stabile nel mercato locale della droga.
L’operazione del 18 agosto costituisce così un nuovo passaggio dell’inchiesta iniziata nel 2025. Gli accertamenti proseguono anche sul denaro, sulle sostanze sequestrate e sulle singole responsabilità delle persone coinvolte, mentre le misure cautelari eseguite restano soggette alle successive valutazioni dell’autorità giudiziaria.
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