Un’edizione da record per la storica manifestazione bergamasca
La Fiera di Sant’Alessandro archivia un’altra edizione positiva, confermandosi uno degli appuntamenti più importanti dedicati al mondo agricolo e rurale. La manifestazione, giunta alla sua 23ª edizione, ha richiamato oltre 50.000 visitatori che, da venerdì 4 a domenica 6 settembre, hanno raggiunto la Fiera di Bergamo per conoscere produzioni, aziende e realtà del territorio, partecipare agli eventi in programma e vivere un appuntamento capace di coinvolgere un pubblico sempre più ampio.
Il risultato raggiunto conferma la solidità di una formula che continua a mettere in relazione operatori, appassionati, aziende, associazioni, famiglie e nuove generazioni, creando un punto d’incontro tra memoria, innovazione e sviluppo del settore agricolo.
La manifestazione ha potuto contare sulla presenza di 193 espositori, con una forte rappresentanza regionale: 148 provenienti dalla Lombardia, di cui ben 104 dalla provincia di Bergamo. Complessivamente sono stati 30 gli appuntamenti che hanno animato la tre giorni, tra incontri professionali, dimostrazioni, momenti informativi, spettacoli e attività rivolte ai visitatori.
Confronto sul futuro dell’agricoltura e sulle nuove sfide del settore
Uno degli elementi centrali dell’edizione 2026 è stato il confronto sui temi più rilevanti per il comparto agricolo. Gli incontri organizzati da Coldiretti Bergamo, con il sostegno della Camera di Commercio di Bergamo, e da AIC – Associazione Italiana Coltivatori Nord Occidentale, hanno portato all’interno della Fiera riflessioni dedicate agli scenari internazionali, alle prospettive future e alle difficoltà che le imprese agricole devono affrontare.
Durante la manifestazione ha trovato spazio anche l’appuntamento promosso da ATS Bergamo, dedicato al tema della sicurezza e della biosicurezza negli allevamenti, un argomento sempre più importante per la tutela degli animali e della filiera produttiva.
Accanto agli incontri rivolti agli operatori del settore, la rassegna ha proposto numerose attività pensate per il pubblico, con iniziative capaci di valorizzare il rapporto tra territorio, cultura contadina e nuove modalità di racconto dell’agricoltura.
La pigiatura dell’uva riporta in Fiera un simbolo della cultura contadina
Tra le principali novità dell’edizione 2026 ha riscosso particolare interesse la pigiatura dell’uva, iniziativa realizzata in collaborazione con il Moscato di Scanzo.
L’attività ha riportato negli spazi della Fiera uno dei gesti più rappresentativi della tradizione agricola, coinvolgendo adulti e bambini e offrendo ai visitatori un’esperienza legata alla storia delle campagne bergamasche.
L’iniziativa ha rappresentato uno dei momenti più apprezzati dal pubblico, confermando il valore delle proposte capaci di unire esperienza diretta, divulgazione e memoria del territorio.
I nuovi linguaggi digitali raccontano il mondo rurale
Grande attenzione anche per il talk dedicato ai nuovi modi di raccontare il mondo rurale attraverso i social, un tema sempre più presente nel rapporto tra agricoltura, comunicazione e pubblico.
L’edizione 2026 della Fiera ha infatti coinvolto nuovi narratori digitali che hanno contribuito a portare la manifestazione oltre gli spazi tradizionali, avvicinandola soprattutto alle fasce più giovani e agli utenti abituati alla comunicazione online.
A raccontare l’esperienza della rassegna attraverso i social sono stati Davide Codazzi (@modavegia), Manuel Battaglia (@rocciabattaglia), Serena Bertelli (@pietracavalla), Camilla Guzzi (@camilla_guzzi), Jessika Bertocchi (@bertocchi_jessika), Marcello Milesi (@outdoor.miles), Giada Fornoni (@giadafornoni) e Stefano Platti (@pasfun_travel).
Attraverso i loro contenuti hanno contribuito a valorizzare gli appuntamenti, gli espositori e le attività della manifestazione, offrendo una nuova prospettiva sul rapporto tra agricoltura e strumenti digitali.
Famiglie, tradizioni e spettacoli protagonisti della tre giorni bergamasca
La Fiera di Sant’Alessandro 2026 ha confermato anche il suo forte legame con il pubblico non professionale, proponendo numerose attività dedicate a famiglie e bambini, insieme a momenti dedicati alle degustazioni, alle produzioni locali e alle tradizioni del territorio.
La manifestazione ha saputo così unire gli aspetti più tecnici legati al settore agricolo con iniziative capaci di coinvolgere visitatori di tutte le età, creando occasioni di incontro tra conoscenza, intrattenimento e valorizzazione delle radici rurali.
Tra gli appuntamenti più seguiti della tre giorni si è distinto il momento conclusivo del 15° Campionato Italiano di Palo della Cuccagna, evento che ha richiamato grande partecipazione e che nella serata di sabato ha decretato la vittoria della squadra “Serenissima” di Scorzè, nuova campionessa della competizione.
Ad accompagnare il pubblico durante tutte le giornate della rassegna sono stati anche gli appuntamenti musicali, che hanno contribuito a creare un’atmosfera di festa e condivisione all’interno degli spazi della Fiera.
La rassegna zootecnica conferma il ruolo centrale degli allevatori
La giornata conclusiva della manifestazione ha riportato sotto i riflettori uno degli appuntamenti più rappresentativi della Fiera di Sant’Alessandro: la Rassegna Zootecnica.
Gli animali sono stati protagonisti dell’area esterna della struttura fieristica, attirando l’attenzione dei visitatori e valorizzando il lavoro quotidiano degli allevatori, una componente fondamentale della filiera agricola.
Al termine delle valutazioni si è svolta la premiazione degli esemplari che si sono distinti nelle diverse categorie, offrendo una vetrina dedicata alla qualità, alla professionalità e all’impegno degli operatori del comparto.
Per la categoria Regina di Razza Frisona – Holstein, il riconoscimento di Regina della Mostra 2026 è stato assegnato a Mayola di Giupponi Patrick, proveniente da San Pellegrino Terme in provincia di Bergamo.
Nella categoria Pezzata Rossa, il titolo è andato a Ginevra di Rusconi Oliviero, allevatore di Valmadrera, in provincia di Lecco.
Per la categoria Regina di Razza Bruna, il premio è stato conquistato da Lela di Commercio Bestiame Giupponi Angelo Giorgio, di San Pellegrino Terme in provincia di Bergamo.
Lo stesso esemplare ha ottenuto anche la menzione speciale per la “Miglior Mammella della Mostra”, riconoscimento dedicato alla qualità dell’animale e alle caratteristiche produttive.
Nella categoria dedicata ai Bovini da Carne, il titolo di Campione è stato assegnato a Macelleria Marchesi di Seriate, mentre il titolo di Campionessa è andato a Macelleria Roberto Artifoni di Torre Boldone.
Il settore equestre cresce con nuove discipline e spettacoli
Un altro elemento di rilievo dell’edizione 2026 è stata la crescita del comparto equestre, sempre più presente all’interno della Fiera e capace di ampliare la propria proposta.
Quest’anno sono stati 80 i cavalli presenti negli spazi della manifestazione, provenienti da diverse località della Lombardia.
La partecipazione del mondo equestre si è arricchita anche grazie alla varietà delle discipline proposte, con appuntamenti dedicati al pubblico e agli appassionati.
Tra le attività in programma hanno trovato spazio il Western Show, il 2×20 Challenge e il Country Derby, discipline che hanno offerto momenti spettacolari e coinvolgenti.
A completare il programma è stato il grande spettacolo de “I Mille”, uno degli eventi maggiormente apprezzati dai visitatori durante la manifestazione.
Le dichiarazioni dei protagonisti: il valore storico e il futuro della manifestazione
La conclusione della Fiera di Sant’Alessandro 2026 è stata accompagnata dalle riflessioni dei rappresentanti degli enti organizzatori, che hanno sottolineato il ruolo della manifestazione come punto di riferimento per il territorio bergamasco e per il settore agricolo.
Giuseppe Epinati: una Fiera legata alla tradizione e pronta all’innovazione
Giuseppe Epinati, Amministratore unico di Bergamo Fiera Nuova, ha evidenziato il valore di una manifestazione che continua a rappresentare un elemento identitario per la città e per il comparto agricolo.
“La Fiera di Sant’Alessandro è una manifestazione a cui Bergamo Fiera Nuova è profondamente legata, e siamo orgogliosi di organizzarla in collaborazione con Promoberg. Per Bergamo e non solo è un appuntamento storico, un punto di riferimento per il mondo agricolo, che racconta tradizione, valori e cultura del lavoro di questa terra, ma anche la capacità di innovare e affrontare i cambiamenti e le nuove tecnologie.
Bergamo Fiera Nuova è impegnata a costruire il futuro del quartiere fieristico bergamasco, con l’obiettivo di renderlo un complesso efficiente, attrattivo e multifunzionale, vissuto tutto l’anno.
Il dialogo con Regione Lombardia sul Masterplan per lo sviluppo della Fiera procede, a breve pubblicheremo la manifestazione di interesse per la progettazione del primo Lotto dell’ampliamento”.
Paolo Agnelli: la Fiera come patrimonio storico e culturale del territorio
Anche Paolo Agnelli, Presidente di Promoberg, ha commentato positivamente l’esito della manifestazione, sottolineando il forte incremento della partecipazione e il legame tra la comunità bergamasca e una rassegna che affonda le proprie radici nella storia.
“La Fiera di Sant’Alessandro, la più antica della Lombardia, chiude questa edizione con un incremento decisamente significativo di titoli d’ingresso venduti rispetto alla precedente: un dato che racconta e testimonia l’alta partecipazione del pubblico e conferma il forte legame tra i bergamaschi, la tradizione e questa storica manifestazione.
È un risultato che rafforza il valore di una Fiera che non è soltanto un appuntamento economico, ma anche un patrimonio storico e culturale del territorio”.
Secondo il presidente di Promoberg, il valore della manifestazione nasce anche dalle sue origini antiche:
“Le radici della Fiera di Sant’Alessandro affondano infatti in dodici secoli di storia, a partire dall’antico mondo della pastorizia, quando ad agosto i pastori scendevano dalle montagne con le greggi per incontrarsi, commerciare e stringere accordi”.
Dodici secoli di storia tra pastorizia, commercio e sviluppo industriale
La storia della Fiera di Sant’Alessandro rappresenta un percorso che accompagna da secoli l’evoluzione economica e sociale del territorio bergamasco.
Come ricordato da Paolo Agnelli, già nelle sue origini la manifestazione era un luogo di incontro e di scambio internazionale:
“Già allora la Fiera era un luogo di scambio internazionale, frequentato anche da pastori austriaci e tedeschi interessati alla Pecora Gigante Bergamasca e alla sua pregiata lana”.
Da quella prima vocazione agricola e pastorale è iniziato un processo di trasformazione che ha accompagnato lo sviluppo produttivo della provincia.
“Da quella tradizione agricola e pastorale ha preso avvio una trasformazione che ha accompagnato lo sviluppo del territorio: il baco da seta, i primi telai, le miniere di ferro della Valle di Scalve, il legname e l’acqua dei nostri fiumi hanno contribuito alla nascita di produzioni e strumenti che hanno sostenuto la crescita manifatturiera e industriale bergamasca”.
Un’evoluzione che ha permesso alla rassegna di mantenere nel tempo il proprio ruolo di luogo di confronto, valorizzazione e promozione delle eccellenze locali.
Una manifestazione che guarda al futuro senza dimenticare le radici
La Fiera di Sant’Alessandro 2026 si chiude quindi con un bilancio positivo, confermando la capacità della manifestazione di unire tradizione e innovazione.
Il successo della 23ª edizione è stato costruito attraverso la partecipazione di espositori, operatori, associazioni, istituzioni e visitatori, in un percorso che continua a valorizzare il mondo agricolo e il patrimonio culturale bergamasco.
La presenza della zootecnia, delle attività dedicate alle famiglie, delle iniziative legate alle tradizioni rurali e dei nuovi strumenti di comunicazione dimostra come la rassegna sia riuscita ancora una volta a rinnovarsi mantenendo forte il legame con la propria storia.
Come sottolineato da Paolo Agnelli, è proprio questo elemento a rendere la manifestazione un patrimonio condiviso:
“È dunque anche il valore aggiunto della sua storia a rendere la Fiera di Sant’Alessandro un patrimonio fortemente radicato nella città, nel territorio e nella comunità”.

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