A Bergamo il rapporto con la morte sta cambiando profondamente, e a raccontarlo sono i numeri del cimitero cittadino. Oggi oltre il 70% delle salme viene cremato, un dato che evidenzia una trasformazione culturale sempre più evidente nelle scelte delle famiglie. Nel solo 2025, le cremazioni hanno superato quota 6.700, confermando una tendenza in costante crescita.
Ogni giorno il sistema cimiteriale registra circa 30 ingressi di salme, con una netta prevalenza delle cremazioni rispetto alle sepolture tradizionali: in media si contano 25 cremazioni contro 4 o 5 funerali con tumulazione. Una differenza significativa che testimonia un cambiamento nelle abitudini e nel modo di vivere il ricordo dei defunti.
Il cimitero monumentale di Bergamo, che si estende su 177mila metri quadrati, rappresenta una vera e propria “città nella città”, con oltre 150mila defunti. Al suo interno convivono diverse aree e tradizioni: dalle cappelle monumentali alle tombe di famiglia, fino agli ossari e agli spazi più recenti dedicati alla cremazione.
Tra questi, assume un ruolo centrale il Giardino delle rimembranze, un’area priva di monumenti e lapidi dove le ceneri vengono disperse. Uno spazio essenziale, caratterizzato solo da elementi naturali, che riflette un approccio più sobrio e intimo alla memoria. La sua realizzazione è stata resa necessaria dall’aumento delle richieste di cremazione, diventata prassi diffusa a partire dal 2014.
Parallelamente, cresce anche la scelta di conservare le urne cinerarie in ambito domestico, oppure di optare per la dispersione delle ceneri. Un cambiamento che non riguarda solo la cultura, ma anche fattori economici, legati ai costi delle concessioni cimiteriali e alla manutenzione di tombe e loculi.
Nonostante il calo relativo delle sepolture tradizionali, il cimitero mantiene una struttura complessa e articolata. Nel 2025 sono state effettuate 1.401 operazioni di sepoltura, tra inumazioni, tumulazioni e collocazioni di urne. Accanto al camposanto principale, la città dispone anche di altri due cimiteri: quello di Colognola e quello di Grumello al Piano, quest’ultimo con una sezione dedicata alla comunità musulmana.
Il sistema è gestito da una squadra di 19 dipendenti comunali, affiancati da personale esterno per la manutenzione e altri servizi, per un totale di circa 50 persone coinvolte. Tra le iniziative attive figura anche un progetto di reinserimento lavorativo che coinvolge detenuti nella cura del verde cimiteriale.
Dal punto di vista tecnologico, il forno crematorio attivo dal 2008 lavora su due linee con una capacità complessiva di 24 cremazioni al giorno. Tuttavia, l’aumento della domanda ha reso necessario pianificare un ampliamento: è prevista infatti la realizzazione di una terza linea, con lavori in partenza nei prossimi mesi e conclusione stimata nel 2027.
Il cimitero offre anche servizi dedicati ai visitatori, come un bus interno gestito da volontari, che facilita gli spostamenti lungo i viali del complesso. Un esempio di come il luogo si configuri sempre più come uno spazio organizzato e funzionale, oltre che simbolico.
Tra le sue aree si trovano anche sezioni dedicate a diverse comunità e categorie, oltre al famedio che ospita o ricorda figure illustri della città. Un patrimonio storico e culturale che convive con nuove pratiche funerarie, segnando il passaggio verso un modello più essenziale e meno legato alla monumentalità.
Nel complesso, il cimitero di Bergamo diventa uno specchio della società contemporanea, dove tradizione e innovazione si intrecciano. L’aumento delle cremazioni non rappresenta solo una scelta pratica, ma indica un diverso modo di concepire il ricordo e la memoria, sempre più orientato alla semplicità e alla sostenibilità.
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