C’è anche Bergamo, insieme a Milano, Firenze e Modena, nel gruppo delle città “leader dell’innovazione”, che entrano nelle prime dieci posizioni in tutte e tre le graduatorie stilate secondo gli indici di ICity Rank, il rapporto sul livello di digitalizzazione dei Comuni italiani promosso da Forum PA. Un rapporto che incorona Milano “CittàDigitale2023”, ma che appunto premia anche Bergamo tra le principali città italiane “altamente digitabili”, nei tre ambiti della ricerca.
Il primo riguarda le “Amministrazioni digitali”, che “pesa” la digitalizzazione dell’attività amministrativa, tra siti web, fruizione dei servizi online e adozione delle piattaforme nazionali.
“Comuni aperti” analizza analizza il livello di utilizzo dei social media, la diffusione di dati aperti e la fruibilità di app.
“Città connesse”, premia le municipalità che che consentono la fruibilità di wi-fi pubblico, ma che sono avanzate anche per i servizi di cablatura, trasformazione digitale applicata ai servizi urbani (come il sistema semaforico), gestione dei rifiuti e verde, illuminazione, infomobilità.
Classifiche nelle quali Bergamo si colloca, rispettivamente, al settimo, ottavo e nono posto.
I capoluoghi italiani
Dai punteggi acquisiti nei tre rating si evidenzia come oltre metà dei Comuni capoluogo sia ormai “digitale”, ma con diverse articolazioni. Dopo le 16 città “altamente digitali”, ne vengono individuate altre 17 sono di livello “intermedio”, con un punteggio di oltre 65/100 in due rating: Bari, Cesena, Perugia, Reggio Emilia, Brescia, Livorno, Lodi, Napoli, Palermo, Pescara, Pisa, Pistoia, Prato, Ravenna, Rimini, Siena, Verona.
Altre 26 città mostrano un livello digitale “base” con un solo punteggio oltre i 65/100: Alessandria, Andria, Aosta, Arezzo, Asti, Bolzano, Catania, Cuneo, Ferrara, Imperia, La Spezia, Lecce, Mantova, Massa, Messina, Novara, Nuoro, Pavia, Piacenza, Reggio Calabria, Rovigo, Taranto, Treviso, Trieste, Udine, Verbania.
Ci sono poi 29 Comuni che si trovano ancora in una fase di “alfabetizzazione digitale”, mentre 20 sono addirittura in “ritardo digitale”. Tra questi, si segnalano in particolare Agrigento, Enna e Isernia, le uniche con due punteggi su tre di livello basso (meno di 33).
Tutte le Città Metropolitane sono ormai “digitali” (di livello alto, intermedio o base). Il rapporto indica Firenze e Milano tra i 4 leader, ma anche Bologna, Genova, Torino e Venezia hanno punteggi molto alti. Ormai la digitalizzazione non è più solo appannaggio delle grandi: si è affermato un gruppo di città medie “innovative” quali Trento, Cremona, Padova, Monza, Parma e Vicenza, che si affiancano a Bergamo e Modena come città altamente digitali. Ma anche Cesena, Perugia, Reggio Emilia, Brescia, Livorno, Lodi, Pescara, Pisa, Pistoia, Prato, Ravenna, Rimini, Siena e Verona sono loro vicine, classificate come “digitali” insieme ad altri 23 capoluoghi non metropolitani. Infine, Cosenza, Frosinone, Sassari, Siracusa e Varese, pur rimanendo al di sotto della soglia delle città digitali, manifestano crescite significative in diversi indicatori.
Nel Sud si distingue Cagliari
Cagliari è l’unica città meridionale di alto livello digitale. Bari, pur raggiungendo la top ten nelle “Città Connesse”, è a livello intermedio, come anche Napoli e Palermo, tutte oltre la soglia di 65 punti in due dimensioni. Catania, Messina e Reggio Calabria – negli scorsi anni in posizioni molto basse – hanno raggiunto un livello digitale di base grazie ai progressi realizzati.
Oltre ai cinque capoluoghi metropolitani, entrano tra le città digitali del Mezzogiorno anche Pescara (tra le digitali intermedie e prima tra i capoluoghi non metropolitani), Andria, Lecce, Nuoro e Taranto, che superano la soglia in almeno una dimensione. Cosenza, Sassari e Siracusa – pur non ancora classificate come digitali – evidenziano particolari progressi in alcuni indicatori.
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