Tra conti domestici e prezzi al consumo inevitabilmente zavorrati dai costi energetici dovuti all’area di crisi russo-ucraina, i contribuenti italiani si vedono aumentare sotto il naso anche le tariffe per andare da A a B.
Rincari al via dal 1° gennaio
Con l’arrivo del nuovo anno, gli aumenti dei pedaggi autostradali sono una realtà per molti automobilisti italiani, inclusi i bergamaschi. Dal 1° gennaio 2025, Autostrade per l’Italia ha introdotto un adeguamento tariffario dell’1,8%. Questo aumento riguarda alcune delle tratte più frequentate, come l’A4 nel tratto Milano Fiorenza-Brescia Ovest, l’A1 Milano-Napoli e l’A8 Milano-Varese.
Al contrario, altre società concessionarie, come Brebemi (gestore dell’A35), non hanno apportato incrementi quest’anno, dopo aver alzato le tariffe del 12% la scorsa estate. La proroga della concessione a Brebemi, infatti, mirava a limitare futuri aumenti tariffari.
Quanto costano le nuove tariffe?
Confrontando i prezzi in vigore fino al 31 dicembre 2024 con quelli attuali, gli incrementi medi sulla A4 sono di circa 10 centesimi per tratta. Alcuni esempi di rincari tipici per i pendolari bergamaschi:
- Bergamo-Milano Est: da 3,60 a 3,70 euro;
- Bergamo-Tangenziale Est Milano: da 4,10 a 4,20 euro;
- Bergamo-Ospitaletto: da 2,60 a 2,70 euro;
- Bergamo-Monza: da 5,30 a 5,40 euro;
- Bergamo-Brescia Est: da 4,30 a 4,40 euro.
Tuttavia, alcuni percorsi più brevi non subiscono variazioni, grazie agli arrotondamenti applicati.
Quasi 50 euro in più all’anno per i pendolari
Gli effetti di questi incrementi si fanno sentire soprattutto sui pendolari. Un tragitto di andata e ritorno su una delle tratte interessate comporta una spesa extra di 20 centesimi al giorno. Per un lavoratore medio che percorre l’autostrada cinque giorni alla settimana, ciò equivale a circa 1 euro in più ogni settimana, che si traduce in quasi 50 euro all’anno.
Il motivo degli aumenti
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha giustificato l’adeguamento come un allineamento al tasso di inflazione programmato per il 2025, in conformità con quanto stabilito dalla legge sulla concorrenza. Nonostante gli aumenti, Autostrade per l’Italia ha confermato che saranno mantenuti gli sconti generalizzati per gli utenti, evitando così un incremento complessivo delle tariffe che avrebbe potuto raggiungere il 3%.
Un impatto diretto per i viaggiatori
Gli aumenti, seppur contenuti, rappresentano un ulteriore costo per chi utilizza l’autostrada quotidianamente. Questo adeguamento sottolinea la necessità di monitorare con attenzione i costi di trasporto, in un contesto dove la mobilità è sempre più influenzata da dinamiche economiche globali.
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