Casa e lavoro, un aiuto ai rifugiati: al progetto «Alba» quasi un milione di euro

Finanziato con 998mila euro dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione, il programma sostiene l’autonomia di chi esce dal sistema di accoglienza.

Evitare che l’uscita dal sistema di accoglienza si trasformi in un salto nel buio, garantendo ai rifugiati un percorso di autonomia abitativa e lavorativa. È questo l’obiettivo del progetto «Alba (Abitare e Lavorare Bergamo Assieme) – Per un nuovo inizio», promosso dal Comune di Bergamo in collaborazione con Consorzio Solco Città Aperta, X23 Science in Society, Cesvi e l’Istituto delle Suore Poverelle.

Il programma ha ottenuto un finanziamento di 998mila euro dal Fami (Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione), il fondo europeo destinato alla gestione dei flussi migratori. Il progetto durerà 36 mesi e si concentrerà sui cittadini extracomunitari titolari di protezione internazionale che lasciano il Sistema di Accoglienza e Integrazione (Sai).

Un aiuto concreto per 80 rifugiati

Il progetto si rivolge a 80 persone tra i 18 e i 45 anni, tra cui adulti e minori stranieri non accompagnati che, divenuti maggiorenni, escono dall’accoglienza e passano ai servizi sociali per il proseguo amministrativo. L’iniziativa si concentra sulle situazioni di fragilità, con particolare attenzione alla salute mentale.

Marcella Messina, assessore alle Politiche sociali di Bergamo, sottolinea l’importanza di questo finanziamento in un periodo critico per l’accoglienza: «Questa boccata d’ossigeno ci permette di sostenere ragazzi oltre i 18 anni e di avviare progettualità virtuose».

Tre linee d’azione per l’integrazione

I promotori del progetto hanno individuato tre azioni principali per facilitare il passaggio all’autonomia:

  • Soluzioni abitative: trovare posti letto o appartamenti per chi esce dal sistema Sai.
  • Inserimento lavorativo: ampliare e affinare i percorsi formativi per favorire l’accesso al lavoro o incentivare l’imprenditorialità individuale.
  • Sensibilizzazione del territorio: coinvolgere agenzie immobiliari e amministratori di condominio per far comprendere le difficoltà che i rifugiati incontrano quando devono affittare una casa o inserirsi nel tessuto sociale.

Il sistema di accoglienza a Bergamo

Attualmente, il sistema Sai di Bergamo conta 62 posti per adulti e 30 per minori stranieri non accompagnati, con una richiesta al Ministero di altri otto posti. Tuttavia, i numeri dell’accoglienza sono più elevati a causa della rotazione dei beneficiari.

I tempi di permanenza nel sistema Sai variano:

  • Adulti: da sei mesi a un anno massimo (con proroga di altri sei mesi).
  • Nuclei familiari con particolari esigenze: fino a due anni.
  • Minori stranieri non accompagnati: possono chiedere il proseguo amministrativo fino ai 21 anni.

Oltre all’alloggio e all’assistenza materiale, i beneficiari hanno accesso a percorsi di accompagnamento e formazione.

Per garantire un “nuovo inizio”, il progetto «Alba» vuole offrire un supporto concreto su due elementi fondamentali per l’integrazione: casa e lavoro.

Redazione

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