L’idea di costruire un data center a Medolago, in un’area oggi inutilizzata dopo la conclusione dell’escavazione, inizia a prendere forma. Un privato ha infatti depositato una richiesta di parere preliminare presso il Comune, per comprendere l’orientamento dell’amministrazione. Il progetto è ancora in fase embrionale, ma il sindaco Alessandro Medolago Albani ha confermato l’interesse per la proposta, sottolineando la necessità di una gestione attenta del tema.
La realizzazione del data center richiederà l’approvazione di diversi enti, tra cui Provincia e Parco Adda Nord, e i tempi per un eventuale via libera saranno lunghi. Tuttavia, il Comune di Medolago vede un’opportunità nel recupero dell’area, considerando l’impatto ambientale del progetto come minimo. Il sindaco ha evidenziato come una revisione dell’accordo di programma, siglato in passato con Regione, Provincia e i Comuni limitrofi, possa rappresentare un esempio di amministrazione capace di adattarsi alle nuove sfide economiche e ambientali.
Anche Arcene ha dato il via libera alla realizzazione di un altro data center lungo la provinciale 144. La Giunta guidata dal sindaco Roberto Ravanelli ha espresso parere favorevole e si prepara a definire un protocollo d’intesa con i privati coinvolti.
Il contesto: un settore in crescita
La questione dei data center non è ancora arrivata ufficialmente in Provincia, ma secondo il consigliere delegato alla Pianificazione urbanistica Simone Tangorra, il tema potrebbe emergere presto come necessità strategica per il territorio. Mentre rallentano le richieste per nuove strutture logistiche, il settore dei data center è in forte espansione. La Regione Lombardia ha già definito linee guida per regolamentare questi insediamenti, e a livello nazionale si prevede un boom di investimenti: secondo l’Osservatorio Data Center del Politecnico di Milano, nel biennio 2025-2026 il settore potrebbe raggiungere oltre 10 miliardi di euro di investimenti.
La proposta di Medolago si inserisce quindi in un trend in crescita, con l’obiettivo di valorizzare un’area dismessa, garantendo al contempo un impatto ambientale contenuto. Il percorso burocratico sarà lungo, ma il Comune sembra pronto a valutare l’opportunità con attenzione.
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